Festival internazionale abilità differenti: Carpi, dal 3 maggio sul tema “Desideri infiniti, visioni altère”, tra arte, fragilità e futuro

(Foto Coop. Nazareno)

“Desideri infiniti, visioni altère” è il tema dell’edizione 2026 del Festival Internazionale delle Abilità Differenti, promosso dalla Cooperativa sociale Nazareno e presentato oggi a Carpi. Un manifesto educativo e poetico che, rendendo omaggio a Giacomo Leopardi, rilancia una sfida culturale sulla fragilità come risorsa e sguardo capace di andare “oltre la siepe”. Il Festival si svolgerà dal 3 maggio al 9 giugno 2026 con un programma diffuso di mostre, convegni, spettacoli teatrali e di danza, concerti, laboratori di artigianato, arte e cucina, coinvolgendo Carpi, Correggio, Concordia, Formigine e Bologna, con una tappa anche a Torino, attraversando tre province dell’Emilia‑Romagna. Fedele alla sua vocazione, l’iniziativa mette al centro la disabilità che parla in prima persona, non come oggetto di racconto ma come soggetto creativo. “Il desiderio di infinito dei nostri ospiti ci ha educato – sottolinea Sergio Zini, presidente delle Cooperative Nazareno –. Il loro desiderio ostinato di una vita piena è il seme che ha generato frutti inaspettati, dall’Atelier alla compagnia Manolibera, fino ai centri socio‑occupazionali e all’outsider art”. Un cammino che chiede reti di relazioni capaci di sostenere e accompagnare. Tra i primi appuntamenti, la mostra “Un tesoro in vasi di creta” (3‑10 maggio), dedicata al monaco medievale Ermanno “lo storpio”, allestita al Seminario vescovile di Carpi con ingresso gratuito e visite guidate su prenotazione. Il 3 maggio un incontro di testimonianze affronterà il mistero della disabilità senza perdere la speranza; il 10 maggio a Correggio la finale dell’Open Festival; il 14 maggio lo spettacolo “Miser Abili” al Teatro del Popolo di Concordia. Il 28 e 29 maggio spazio ai laboratori per scuole e associazioni. Nella parte conclusiva, due convegni: il 30 maggio a Carpi (“Dalla dittatura del godimento alla rinascita del desiderio”) e l’atto finale il 9 giugno a Bologna, presso Casa Mantovani, su “Il Sé digitale e la rivoluzione del sentire”, con il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, in dialogo con Vittorio Gallese e Pier Paolo Bellini.

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