“La società civile contribuisce a formare le coscienze, a promuovere la cultura del dialogo e il rispetto delle differenze. In questo modo, è al suo interno che si prepara un futuro meno esposto all’incertezza”. Ne è convinto il Papa, che nel suo primo discorso in Camerun, rivolto alle autorità, ha affermato che “governare significa amare il proprio Paese e anche i Paesi vicini; vale anche nelle relazioni internazionali il comandamento: ama il tuo prossimo come te stesso! Governare significa ascoltare realmente i cittadini, stimare la loro intelligenza e la loro capacità di contribuire a costruire soluzioni durature ai problemi”. “La società civile è da considerare una forza vitale per la coesione nazionale”, ha proseguito Leone XIV citando Papa Francesco e le sue parole rivolte ai Movimenti Popolari: “È un passaggio a cui anche il Camerun è pronto!”. “Associazioni, organizzazioni di donne e di giovani, sindacati, ONG umanitarie, leader tradizionali e religiosi”, la tesi del Pontefice: “tutti svolgono un ruolo insostituibile nella tessitura della pace sociale”: “Sono loro i primi a intervenire quando sorgono tensioni; sono loro che accompagnano gli sfollati, sostengono le vittime, aprono spazi di dialogo e incoraggiano la mediazione locale. La loro vicinanza al territorio permette di comprendere le cause profonde dei conflitti e di intravedere risposte adeguate”.