Papa in Camerun: incontro autorità, “quando la legge è un argine sicuro all’arbitrio del più ricco e del più forte”, “riconoscere voce delle donne”

“La trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche e il rispetto dello Stato di diritto sono essenziali per ripristinare la fiducia”. Lo ha detto il Papa, nel suo primo discorso in Camerun, rivolto alle autorità, alla società civile e al Corpo diplomatico, a cui ha chiesto “un esame di coscienza e un coraggioso salto di qualità”. “Istituzioni giuste e credibili diventano pilastri di stabilità”, ha affermato: “L’autorità pubblica è chiamata a essere ponte, mai fattore di divisione, anche dove sembra regnare l’insicurezza. La sicurezza è una priorità, ma va sempre esercitata nel rispetto dei diritti umani, unendo rigore e magnanimità, con particolare attenzione ai più vulnerabili”. “Una pace autentica nasce quando ciascuno si sente protetto, ascoltato e rispettato, quando la legge è un argine sicuro all’arbitrio del più ricco e del più forte”, la tesi del Papa, che ha espresso “gratitudine” per il ruolo delle donne: “Spesso, purtroppo, sono le prime vittime di pregiudizi e violenze, eppure restano instancabili artefici di pace. Il loro impegno nell’istruzione, nella mediazione e nella ricostruzione del tessuto sociale è ineguagliabile e rappresenta un freno alla corruzione e agli abusi di potere. Anche per questo la loro voce deve essere pienamente riconosciuta nei processi decisionali”.

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