Papa in Camerun: incontro autorità, “quanta fame e sete di giustizia e di pace”, “dare forma, anche politica, ad un mondo più equo”

“Vengo tra voi come pastore e come servitore del dialogo, della fraternità e della pace”. È il saluto del Papa al popolo del Camerun, seconda tappa del suo viaggio apostolico in Africa. “La mia visita esprime l’affetto del successore di Pietro per tutti i camerunesi, nonché il desiderio di incoraggiare ciascuno a proseguire, con entusiasmo e perseveranza, nella costruzione del bene comune”, ha spiegato Leone XIV dal Palazzo presidenziale di Yaoundé, subito dopo la visita di cortesia al presidente Paul Biya, definendo il Camerun “Africa in miniatura per la ricchezza dei suoi territori, delle sue culture, delle sue lingue e delle sue tradizioni”. Questa varietà, ha puntualizzato il Pontefice, “non è una fragilità: è un tesoro. Costituisce una promessa di fraternità e un solido fondamento per costruire una pace duratura”. “Viviamo un tempo, in cui la rassegnazione dilaga e il senso di impotenza tende a paralizzare il rinnovamento che i popoli avvertono profondamente”, l’analisi del Pontefice: “Quanta fame e sete di giustizia! Quanta sete di partecipazione, di visioni, di scelte coraggiose e di pace! È mio grande desiderio raggiungere il cuore di tutti, in particolare dei giovani, chiamati a dare forma, anche politica, a un mondo più equo. Intendo inoltre manifestare la volontà di rafforzare i legami di cooperazione tra la Santa Sede e la Repubblica del Camerun, fondati sul rispetto reciproco, sulla dignità di ogni persona umana e sulla libertà religiosa”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Diocesi