Tutelare l’identità dei minorenni coinvolti nei fatti di cronaca, evitando la diffusione di immagini e dettagli che possano renderli riconoscibili. È l’appello della sezione lombarda dell’Unione cattolica della stampa italiana (Ucsi) dopo i disordini e i saccheggi avvenuti a Milano nel fine settimana del 17 e 18 ottobre, durante i quali sono state diffuse immagini di ragazzi coinvolti, tra cui un bambino di 11 anni. L’associazione richiama i giornalisti al rispetto dell’articolo 5 del Testo unico dei doveri del giornalista e della Carta di Treviso, che vietano la pubblicazione di nomi e particolari idonei a identificare i minori coinvolti in fatti di cronaca. La tutela, sottolinea l’Ucsi Lombardia, vale per tutti i mezzi d’informazione, compresi siti web e social network, e non viene meno quando immagini e video sono già circolati in rete. “Informare significa raccontare i fatti e accertare le responsabilità, non consegnare bambini e adolescenti a una gogna mediatica”, afferma l’associazione, che invita gli operatori dell’informazione a verificare i contenuti già pubblicati e a rimuovere o rendere non identificabili le immagini che espongono indebitamente i minori. Il diritto di cronaca, conclude l’Ucsi Lombardia, non può prevalere sulla dignità dei più giovani: ogni pubblicazione deve essere valutata considerando l’interesse pubblico e, soprattutto, l’interesse del minore.