“Viviamo in un frangente storico in cui la giustificazione del ricorso alla forza, infischiandosene di leggi e limiti al proprio potere, si afferma sempre di più nel discorso politico per poi propagarsi a tutti i livelli della società”. Da questa considerazione inizia la riflessione del direttore di “Aggiornamenti sociali” Giuseppe Riggio sugli scontri nel centro di Milano del 17 e 18 ottobre. “Fermare la violenza in atto è necessario, ma non si può rispondere al malessere diffuso con altra violenza, moltiplicando i silenzi politici o inasprendo gli interventi repressivi attraverso ripetuti decreti che promettono mediaticamente la sicurezza, rinunciando a ragionare nel dibattito pubblico sulle cause del disagio sociale e sulle azioni possibili per darvi risposte”, ha continuato Riggio. Istituzioni pubbliche, agenzie educative e famiglie devono collaborare, ciascuna assumendosi la propria responsabilità, senza cercare capri espiatori. E va chiesto, con onestà, se le proposte educative di ieri parlino ancora ai giovani di oggi. La comprensione di quanto accade, conclude Riggio, “non può essere raggiunta semplificando e la ricerca di soluzioni non passa per la colpevolizzazione di alcune “mele marce”, ma solo agendo come società affinché essere visti e ascoltati non sia un privilegio di pochi o solo un’affermazione teorica, ma si traduca in scelte conseguenti sul piano legislativo e delle politiche sociali per i giovani che vivono nel nostro Paese”.