“Dietro ogni protesta ci sono persone, storie di sacrificio, responsabilità e speranze. Ci sono lavoratori che, spesso lontani dai propri affetti e con grandi sacrifici personali, svolgono un servizio essenziale per la vita delle nostre comunità. L’aumento dei costi del carburante e dell’energia, insieme alle difficoltà economiche che gravano sulle imprese, rischia di rendere ancora più incerto il futuro di tanti lavoratori e delle famiglie che dipendono dal loro impegno quotidiano”. Lo scrive il vescovo di Ariano Irpino-Lacedonia, mons. Sergio Melillo, in un messaggio di vicinanza e solidarietà agli autotrasportatori e alle loro famiglie.
“Come pastore, sento la responsabilità di farmi vicino a queste sofferenze, che non riguardano soltanto il mondo del lavoro, ma entrano nelle case, toccano la serenità delle famiglie e interrogano la coscienza di tutti. Quando un padre o una madre vivono nell’incertezza di poter sostenere i propri cari, la preoccupazione diventa una ferita che coinvolge l’intera comunità”, osserva il presule evidenziando che “la Dottrina sociale della Chiesa ci ricorda che il lavoro non è soltanto uno strumento di sostentamento, ma una dimensione fondamentale della dignità della persona. Per questo, le ragioni del disagio degli autotrasportatori meritano ascolto, comprensione e risposte concrete. È necessario che le istituzioni e le rappresentanze del settore si incontrino con senso di responsabilità, favorendo un dialogo serio e costruttivo, capace di individuare interventi urgenti a sostegno dei lavoratori e delle imprese”.
Il vescovo auspica anche che “ogni forma di protesta possa svolgersi nel rispetto delle persone e del bene comune, affinché le difficoltà di alcuni lavoratori non si traducano in ulteriori sofferenze per altri cittadini, soprattutto per i più fragili”.
Un pensiero particolare alle famiglie degli autotrasportatori, che “condividono preoccupazioni, attese e sacrifici spesso lontano dagli occhi di tutti”: “A loro e a ogni lavoratore coinvolto giunga la vicinanza della nostra Chiesa diocesana e la certezza di non essere soli. La solidarietà non può fermarsi alle parole: deve tradursi in attenzione concreta, responsabilità condivisa e scelte capaci di custodire la dignità del lavoro e la speranza delle famiglie. È un impegno che interpella le istituzioni, il mondo dell’economia e l’intera società, chiamati a riconoscere nel lavoro non soltanto una risorsa produttiva, ma un bene da tutelare perché intimamente legato alla dignità della persona”.
Mons. Melillo conclude: “Sappiamo riconoscere, nelle fatiche di ogni persona, un appello alla fraternità e a costruire insieme condizioni di maggiore giustizia, perché nessuno sia lasciato solo nel peso delle proprie difficoltà”.