“Allo Stade de France, Papa Leone XIV vi ha rivolto queste parole: ‘Voi siete i santi di Francia’. Vi ha esortati con forza a occupare il vostro posto e a diventare ‘protagonisti di una storia che passa dalla confusione alla ricerca della verità’. Più che mai, il suo appello è di grande attualità!”. I vescovi di Francia si rivolgono direttamente ai giovani cattolici di Francia e lo fanno inviando loro una “Lettera” nei giorni in cui migliaia di liceali e studenti universitari hanno manifestato le proprie preoccupazioni e aspettative, nel “desiderio di guardare con serenità al proprio futuro”. A firmare la lettera sono, a nome della Conferenza episcopale francese, mons. Jean-Philippe Nault, vescovo referente per la Pastorale giovanile e padre Christophe Danset, delegato nazionale per la pastorale giovanile. “Tre settimane fa – ricordano – eravamo riuniti allo Stade de France attorno a Papa Leone XIV per una veglia di preghiera gioiosa e fervente. Appena qualche giorno più tardi, numerosi liceali e studenti universitari hanno dato avvio a un vasto movimento di contestazione in tutto il Paese”. “Al di là delle rivendicazioni espresse – prosegue la lettera -, questo movimento riflette una ricerca di senso, una profonda inquietudine di fronte alle attuali evoluzioni del mondo e la mancanza, per molti di voi, di prospettive future soddisfacenti”. I due responsabili della pastorale giovanile esprimono “un profondo senso di amarezza” per “le violenze, gli atti di vandalismo, i saccheggi e gli scontri” che hanno accompagnato le manifestazioni.
Alla luce di quanto è successo, i vescovi ricordano i tre verbi che durante la veglia allo Stade France, il Santo Padre ha consegnato ai giovani: “evitare, tendere e combattere”. L’invito dunque oggi è quello a evitare “l’orgoglio, la violenza, la cupidigia” e a tendere verso “la pazienza verso chi ci fa soffrire; la mitezza che contraddistingue coloro che cercano la pace con cuore puro”. Riguardo invece al verbo “combattere”, i vescovi scrivono: “Sì, a lottare per ciò che si ritiene giusto, ma sempre da cristiani”. E ripetono, a questo proposito, le parole di Papa Leone: “La nostra lotta non è una lotta contro gli altri; non ricorre alle armi della violenza, del disprezzo o dell’oppressione. La nostra unica arma è quella dell’amore che si dona”.
“Abbiamo la fortuna di vivere in una democrazia, dove è possibile scegliere di impegnarsi per ciò che riteniamo giusto e buono, ed esprimere le nostre idee”, si legge ancora nella lettera. I vescovi invitano i giovani a farlo da soli o in gruppo, nelle cappellanie o nelle associazioni. E concludono: “Coraggio! Voi siete i santi di Francia e noi contiamo su di voi affinché testimoniate con gioia la nostra fede!”.