Sono oltre 1.400 gli studenti delle scuole superiori di Roma e del Lazio riuniti oggi al Roma Convention Center “La Nuvola” per “Human, +Idee, persone e innovazioni delle professioni del futuro”, l’iniziativa dell’Università Campus bio-medico di Roma, realizzata in collaborazione con Skuola.net. Un’esperienza immersiva e interattiva – viene spiegato in un comunicato – che accompagna i giovani alla scoperta delle trasformazioni che stanno ridisegnando il presente e aprendo nuove prospettive per il futuro. Attraverso il confronto con le grandi sfide della scienza, della tecnologia e dell’innovazione, “Human” invita gli studenti a interrogarsi sulle proprie aspirazioni, a esplorare nuovi orizzonti professionali e a compiere scelte universitarie più consapevoli.
“Human” interpreta il modello di formazione integrale e trasversale dell’Università Campus bio-medico di Roma, che coniuga preparazione scientifica, approccio multidisciplinare e attenzione alla persona, riconoscendo il valore di una formazione capace di accompagnare i giovani non solo nello sviluppo delle competenze, ma anche nella maturazione di uno sguardo consapevole sul mondo e sul proprio futuro.
“Human” – ha spiegato il rettore dell’Ucbm, Rocco Papalia – “nasce dal desiderio di offrire ai ragazzi un’esperienza che vada oltre la tradizionale presentazione dei corsi universitari”. “Viviamo in un mondo in continua evoluzione, nel quale l’intelligenza artificiale, la robotica, i progressi della medicina e dell’ingegneria, così come le innovazioni nell’alimentazione e nella sostenibilità, stanno trasformando le professioni e il nostro modo di vivere”, ha aggiunto, sottolineando che “questi cambiamenti aprono possibilità straordinarie, ma pongono anche interrogativi che richiedono capacità di giudizio e senso di responsabilità”.
“Con questo evento vogliamo offrire ai giovani un’esperienza che li renda protagonisti, stimoli il pensiero critico e li aiuti a interrogarsi sul futuro che desiderano costruire. La sfida è accompagnarli a diventare professionisti capaci non soltanto di conoscere e utilizzare strumenti sempre più avanzati, ma anche di comprenderne le potenzialità e i limiti, collaborare con gli altri e mettere le proprie competenze al servizio dei bisogni reali delle persone e della società. Per questo, la persona deve restare al centro e la tecnologia essere sempre un mezzo, non un fine”, ha concluso il rettore.