Papa Francesco: Antonio Paolucci “apprezzato cultore dell’arte”

Un “apprezzato cultore dell’arte, che ha svolto un servizio “generoso e competente” ai Musei Vaticani. Con queste parole il Papa, tramite un telegramma a firma del cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, definisce Antonio Paolucci, uno degli storici dell’arte più noti e apprezzati in Italia all’estero, morto ieri a Firenze a 84 anni. Lo riferisce Vatican News. Tra i tanti ruoli ricoperti nella sua lunga carriera, Paolucci è stato soprintendente a Venezia, a Verona, a Mantova e nel Polo Museale Fiorentino. Ex ministro per i Beni culturali, era nato a Rimini il 29 settembre 1939. Nel novembre 2007, Benedetto XVI lo nomina direttore dei Musei Vaticani; nel luglio 2016 gli succede Barbara Jatta, fino ad allora vicedirettrice. Nel 2018 Paolucci viene nominato presidente della Commissione di indirizzo per il concorso di progettazione internazionale propedeutico alla ricostruzione della Basilica di San Benedetto da Norcia, gravemente danneggiata dal sisma dell’Italia centrale del 2016. Nel 1997, dopo il terremoto che colpì l’Umbria e le Marche, era stato commissario straordinario del governo italiano per il restauro della Basilica di San Francesco ad Assisi. Tra i suoi molti scritti si ricordano in particolare gli studi sul Battistero di Firenze, sulle Pietà di Michelangelo e sul Caravaggio. “Con la scomparsa di Antonio Paolucci se ne va una parte della storia dei Musei Vaticani”, dichiara Barbara Jatta: “Un raffinato storico dell’arte che ha dedicato tutta la sua vita a studiare, curare, valorizzare e divulgare il bello, l’arte e la nostra cultura. Come nessun altro Antonio Paolucci sapeva ammaliare con i suoi discorsi. Ci sono persone che hanno il dono della parola e lui era il re di quella categoria. Chiunque lo abbia ascoltato non può che confermare la sua profonda conoscenza delle cose d’arte ma soprattutto la capacità che aveva di raccontarle, incantando e avvolgendo con le sue parole che uscivano, naturalmente affascinanti, dalla sua bocca”. “Antonio Palucci – afferma ancora la direttrice dei Musei Vaticani – ha dato tanto al Vaticano e ai suoi Musei. Direttore per oltre nove anni, dal 2007 al 2016, ha contribuito alla loro modernizzazione sotto tanti aspetti. Riteneva che i musei fossero una complessa e meravigliosa ‘macchina culturale’, sempre in movimento, dalla mattina all’alba fino a notte fonda. Negli anni della sua direzione ha fondato l’Ufficio del Conservatore dei Musei Vaticani delineando una nuova figura professionale e sviluppando quella manutenzione preventiva che è diventata, grazie alla sua visione, ormai imprescindibile per la gestione del nostro patrimonio culturale”.

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