Ucraina: Rapporto Unhcr, incertezza ed esilio per milioni di persone ancora in fuga

Le condizioni umanitarie rimangono disastrose in Ucraina: circa il 40% della popolazione ha bisogno di supporto umanitario e di protezione ma i finanziamenti coprono 13% dei bisogni. Per molti non si tratta della prima esperienza di guerra e di fuga, questa settimana ricorrono infatti anche i 10 anni dall’inizio del conflitto in Ucraina orientale. Attualmente sono quasi 6,5 milioni i rifugiati ucraini che hanno cercato riparo fuori dal loro Paese, mentre circa 3,7 milioni di persone sono ancora sfollate all’interno dell’Ucraina. È quanto si legge nel nuovo Rapporto pubblicato oggi dall’Agenzia Onu per i rifugiati a due anni di guerra su vasta scala in Ucraina. La maggior parte dei rifugiati e degli sfollati interni ucraini intervistati (rispettivamente il 65 e il 72%) ha ancora espresso il desiderio di poter tornare a casa un giorno. Tuttavia, la percentuale è diminuita, con un numero crescente di persone che esprimono incertezza a causa della guerra in corso. Lo studio dell’Unhcr – dal titolo “Vite in sospeso: intenzioni e prospettive dei rifugiati, delle persone rientrate e degli sfollati interni dell’Ucraina” -, si basa su interviste condotte a gennaio e febbraio di quest’anno con circa 9.900 famiglie ucraine di rifugiati, sfollati interni e persone rientrate all’interno e fuori del Paese. Le prospettive di ritorno a casa si allontanano: la percentuale di rifugiati che sperano di tornare in Ucraina è diminuita rispetto a un anno fa (dal 77 al 65%). Stessa tendenza per gli sfollati interni rispetto ad un possibile ritorno nelle proprie abitazioni (dal 84 al 72%). Dall’indagine emerge che una priorità fondamentale è quella di riparare le case in Ucraina in modo che le persone possano rimanere nelle loro abitazioni. Ad oggi sono state riparate più di 27.500 case.
La crisi dei rifugiati ucraini è caratterizzata anche da un ampio grado di separazione familiare. Molti membri maschi della famiglia sono rimasti in Ucraina, con conseguenti difficoltà per chi è stato costretto a fuggire dal Paese e chi è rimasto indietro, senza il sostegno della famiglia. Questo rapporto rivela che il ricongiungimento familiare è stato uno dei principali fattori che hanno spinto i rifugiati a tornare a casa in modo permanente. Un numero maggiore di rifugiati si reca in Ucraina per brevi periodi – circa il 50% rispetto al 39% dello scorso anno – principalmente per visitare i familiari, ma anche per controllare le proprietà. L’Unhcr esorta gli Stati ospitanti a mantenere un approccio flessibile nei confronti delle visite di breve durata dei rifugiati in Ucraina e a fare in modo che lo status giuridico dei rifugiati e i diritti ad esso associati in un Paese ospitante non siano influenzati da visite di durata inferiore ai tre mesi. La protezione e i bisogni dei rifugiati devono essere garantiti fino a quando non potranno tornare a casa volontariamente e in modo sostenibile, in sicurezza e dignità.

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