Funerali vittime femminicidio Cisterna di Latina: don Bove (parroco), “qui perché non si è riuscito a capire che cosa significhi amare”

“Siamo qui, purtroppo, perché ancora una volta non si è riuscito a capire che cosa significhi amare. Siamo qui perché è stato infangato il nome dell’amore con tutto ciò che amore non è: possesso, assenza di libertà, controllo… e addirittura negazione della vita”. Lo ha affermato oggi pomeriggio don Paride Bove durante i funerali di Nicoletta Zomparelli e Renée Amato, madre e figlia vittime di femminicidio, che ha presieduto nella chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo a Cisterna di Latina.
“Vogliamo che sia il vero amore a muoverci”, ha ammonito il sacerdote, sottolineando che è “sicuramente l’amore per le nostre Nicoletta e Renée, che sono diventate sorelle e amiche non solo delle persone che hanno avuto il dono di conoscerle, ma per tutta la nostra città, anch’essa fortemente colpita e ferita”. “Vogliamo lasciarci muovere dall’amore che ha caratterizzato Nicoletta e Renée che davanti a chi non sa amare hanno dimostrato il vero senso dell’amore che sempre difende e custodisce la vita”, ha proseguito don Bove, certo che “Nicoletta e Renée hanno scelto di stare dalla parte dell’amore e questo è un grande esempio per tutti noi”. E richiamando la frase pronunciata da Gesù – “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita” (Gv 15,13) – ha evidenziato che “Nicoletta e Renée hanno dato la loro vita perché hanno amato, tanto amato!”. Il celebrante ha poi aggiunto che “siamo qui perché abbiamo il desiderio di abbracciare, tutti insieme, Pino e Desirée in questo grande dolore e assicurare loro la nostra preghiera, il nostro sostegno e il nostro impegno”.

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