Gmg Lisbona: don Mele (Lecce), “vedo che i nostri giovani sono cambiati”

“Siamo quasi al termine di questo grande viaggio. Abbiamo camminato insieme, abbiamo gioito insieme, abbiamo sofferto insieme, ma senza mai dimenticare ciò che ci ha tenuto e ci tiene uniti. Il Signore sapeva, come sa sempre, ciò di cui avevamo bisogno, ci è stato affianco come è stato affianco a questi quasi due milioni di giovani che hanno dato testimonianza di una Chiesa in cammino, di questa Chiesa che è giovane”. Un primo bilancio dell’esperienza a Lisbona per i 130 ragazzi della diocesi di Lecce, che stanno tornando dal Portogallo, lo traccia – intervistato dal portale della diocesi – il direttore del Servizio diocesano di pastorale giovanile Lecce, don Alessandro Mele. Parla di una “Chiesa che ha ancora tanto da insegnarci, composta da così tante persone che amano e vogliono seguire Gesù senza paura, senza avere timore, come ha detto più volte in questi giorni Papa Francesco: non dobbiamo avere paura!”. Cosa ha notato nei ragazzi leccesi? “Sono giovani sicuramente cambiati, che si sono lasciati cambiare da ciò che hanno visto, che hanno vissuto, che hanno scoperto insieme. Si sono fatti carico delle sofferenze degli altri e condiviso le gioie perché il Signore ha saputo darci ciò che ci tiene uniti con la voglia adesso di tornare a casa e ricominciare un nuovo cammino”.
Cosa rimane delle parole e della testimonianza di Papa Francesco? “Scherzando abbiamo un po’ pensato a cosa il Papa ha detto in questi giorni, come se avesse ripetuto un po’ sempre la stessa cosa: non dobbiamo avere paura, non abbiate timore! Ma è proprio quello che Gesù ci dice continuamente. E il Papa ce lo ha ripetuto perché sa che la paura fa parte del nostro cuore, della nostra vita e del nostro cammino. Anche gli apostoli ebbero paura quando videro Gesù camminare sulle acque; anche il popolo d’Israele ebbe paura prima di partire verso la Terra promessa”.

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