Parlamento europeo: istituite commissioni speciali su spyware Pegaso, interferenze straniere e lezioni apprese dalla pandemia

(Strasburgo) Nascono tre nuove commissioni del Parlamento europeo chiamate a lavorare sui temi dello spyware Pegaso, delle interferenze straniere e del Covid-19. Lo ha deciso la plenaria, che si chiude oggi a Strasburgo, la quale ha incaricato le commissioni che si insedieranno entro la fine di marzo, di adempiere al proprio mandato entro i prossimi 12 mesi. Rispetto alla vicenda dello spyware Pegaso i 38 membri della commissione dovranno indagare se effettivamente sussistono le “supposte infrazioni” alla normativa europea sui software di sorveglianza da parte di alcuni Paesi, che anche per scopi politici, avrebbero controllato giornalisti avvocati e personalità politiche. La commissione speciale sulla pandemia Covid invece nasce per identificare le “lezioni apprese” dalla pandemia e indicare “raccomandazioni per il futuro”, a partire dalla rilettura delle risposte date dall’Ue al diffondersi del Covid-19 in diversi ambiti: la salute certamente, poi la democrazia, i diritti fondamentali, l’economia e la dimensione sociale ma anche sul piano delle relazioni internazionali. La commissione sulla “interferenza straniera in tutti i processi democratici nell’Ue, compresa la disinformazione” invece porterà avanti il lavoro di una precedente commissione giunta a fine mandato. I 33 membri esamineranno quali lacune nelle normative europee diventano lo spazio di manovra per interferenze e disinformazione. Il tema è emerso proprio dal lavoro della commissione compiuto nei mesi scorsi e confluito nel rapporto Inge che ha fatto luce sull’invasività del problema, la scarsa attenzione e la povertà normativa dell’Ue su questo fronte. Servirà una strategia comune sul piano legislativo, ma anche il coinvolgimento della società civile per sensibilizzare e informare.

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