Adozioni internazionali: Aibi, “un successo il fatto che il 97% non vada in crisi”

In 14 anni di adozioni internazionali, solo 926 casi di “crisi”. A sottolineare il dato, emerso dall’indagine nazionale sulle crisi adottive voluta dalla Cai e presentata a Firenze nel mese di dicembre 2022, è oggi, in una nota l’Aibi-Amici dei Bambini. Un’indagine cui hanno aderito 24 Tribunali per i minorenni su 29 e che prende in esame le misure prese da questi ultimi negli anni dal 2014 al 2018 relativamente ad adozioni effettuate tra il 2003 e il 2016. Il campione, sottolinea l’Aibi, “è molto ampio e diffuso, permettendo una profondità di analisi come mai in passato”. Ebbene, dalla ricerca emerge che su 29.743 adozioni internazionali le crisi adottive sono state 926. Ovvero il 3,1%. Meglio ancora va per le adozioni nazionali, dove le crisi sono state 140 su 9.720 casi (per una percentuale dell’1,4%)”.
Per Amici dei Bambini, “nessuno nega che sia doveroso, da parte di istituzioni e addetti ai lavori, soffermarsi proprio su questo 3% per abbassarne la percentuale e porsi l’obiettivo di migliorare ancora di più”, anche perché il 3% si riferisce alle crisi effettivamente concluse con un allontanamento definitivo del minore, ma in realtà i casi di crisi siano intorno all’8-9%. In questo senso, per esempio, “è pertinente l’indicazione di come i percorsi di post adozione (vista l’efficacia nel ricucire molte crisi) siano da ripensare in un’ottica più protratta nel tempo, partendo dal presupposto che le crisi si verificano, nella maggioranza dei casi, non nel primo anno dopo l’adozione ma diverso anni più tardi, spesso in concomitanza con l’adolescenza dei figli adottati”, sostiene l’Aibi, secondo cui la vera “notizia” è che “il 97% delle adozioni internazionali hanno successo e non vanno in crisi”. E “il 97% di successo delle adozioni ha ancora più valore di fronte all’esercito di minori che una famiglia ancora non ce l’hanno”.

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