Natale: mons. Muser (Bolzano-Bressanone), “abbiamo bisogno di metterci nei panni dell’altro. Fermare la follia della guerra”

Nel duomo di Bolzano gremito per la celebrazione trilingue a Natale, il canto del Gloria di Haydn è stato preceduto dal nuovo appello del vescovo di Bolzano-Bressanone, mons. Ivo Muser, alla pace: “Questo canto natalizio di festa dovrebbe essere anche un’espressione della nostra solidarietà con le popolazioni dell’Ucraina e di tutte le zone di guerra del mondo”. La comunità, ha aggiunto il presule, chiede a Dio “di toccare e di muovere a pentimento i cuori dei responsabili, e diciamo in preghiera a tutti i disseminatori e fautori della guerra: fermate questa follia, fermate questa orribile sequenza di morte e distruzione. Abbiate pietà del popolo che soffre. Ogni guerra è una sconfitta e una vergogna per l’umanità. Dio si fa uomo e l’uomo si fa prossimo: questo è il Natale”.
Nella sua omelia mons. Muser ha ricordato che “Dio ha voluto venire al mondo per far rinascere in noi l’amore appassionato, la syn – patia, la compassione, la capacità di mettersi nei panni dell’altro. Di questo abbiamo bisogno”. Da qui la sua esortazione a “non essere freddi, autoreferenziali, preoccupati soltanto di noi stessi! Gesù nel suo Natale ci mostra la via per essere e rimanere umani.”
Proprio da quando Dio si è fatto uomo, ha aggiunto il vescovo, la dimensione umana è diventata un luogo di incontro. “Dio ha a che fare con tutte le nostre relazioni”, ha spiegato il presule, e quindi “con i nostri ospedali, le nostre case di riposo, con la realtà del carcere, con i profughi costretti a lasciare le loro case e i loro Paesi, con il giovane egiziano morto di freddo a Bolzano, con le situazioni di crisi e di conflitto nella dimenticata Siria, con la guerra crudele e dispotica verso il popolo ucraino, con i diritti umani calpestati in Iran e Afghanistan”. Il vescovo ha rimarcato che in questo spazio relazionale che ci chiama ad essere vicini e non distaccati “Dio ha a che fare anche con i nostri bambini e con i nostri anziani, con le nostre famiglie, anche con quelle che subiscono il dolore di una divisione interna, il dolore di una separazione o di un divorzio. In questa realtà ci incontra e ci interpella, qui si aspetta la nostra risposta al suo amore appassionato per ogni uomo e ogni donna”.
Infine, ha invitato ad affidarsi a Dio senza timore: “Condividiamo con Lui gioie e dolori, desideri e paure, speranze e tristezze, persone e situazioni. Condividiamo con Lui le zone oscure, condividiamo con Lui la stalla di Betlemme che ognuno di noi ha dentro di sé. E raccontiamogli senza paura i problemi sociali, i problemi ecclesiali, i problemi personali”. Perché a Natale, ha concluso mons. Muser, “celebriamo la dichiarazione d’amore di Dio, che dà alla nostra vita un senso, un sostegno, un orientamento e persino un valore eterno”.

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