Rosario Livatino: Elena Valdetara Canale (miracolata), “è il fratello che avrei voluto avere”

“In un tempo così difficile per la nostra Italia e per l’umanità intera, penso che il Signore abbia scelto il momento opportuno perché tutti abbiamo bisogno di ritemprarci nella testimonianza di coraggio e di fede fino al martirio del giovane Rosario Livatino”. Lo dice in un’intervista al Sir Elena Valdetara Canale, protagonista di uno dei due presunti miracoli attribuiti all’intercessione del giovane magistrato che domani verrà proclamato beato nella basilica cattedrale di Agrigento, nel corso di una celebrazione eucaristica presieduta dal card. Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle cause dei santi. “Questo è il momento del coraggio e della speranza. È proprio nei momenti difficili che abbiamo bisogno di metterci sub tutela Dei, come scriveva Rosario nei suoi diari”, spiega Elena secondo la quale, anche se noi non saremo probabilmente chiamati a dare la vita, “c’è una sorta di piccolo martirio anche nell’impegno e nel sacrificio quotidiano, nelle fatiche di una vita ordinaria, nell’affrontare difficoltà, malattie e lutti”. E sul suo “rapporto” personale con Rosario Livatino dice: “Non l’ho mai conosciuto su questa terra, ma ho con lui un rapporto fraterno, come con un fratello maggiore. I santi e i beati sono nostri fratelli e sorelle maggiori, noi tentiamo di imitarne l’esempio, di incamminarci con loro alla sequela del Cristo che hanno amato con tutto il cuore. Non so se posso dirlo: sono figlia unica e Rosario è il fratello che avrei desiderato avere”.

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