Migrazioni: mons. Perego (Migrantes), “i verbi dello stile pastorale migratorio sono accogliere, tutelare, promuovere e integrare”

“La cittadinanza, entro la vita della Chiesa, è innanzitutto una benedizione come ci dice Papa Francesco in ‘Fratelli tutti’. Il migrante è una benedizione, un dono da accogliere con una preghiera di riconoscenza per quello che di nuovo e buono genererà”. Così mons. Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes della Cei, ha introdotto l’incontro “Fedeli tutti. La partecipazione attiva e corresponsabile dei migranti nella Chiesa locale”, che si è tenuto oggi a conclusione del VI Festival della Migrazione, svoltosi tra Modena e Carpi, per iniziativa della Fondazione Cei Migrantes, dell’Associazione Porta Aperta di Modena, del Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e vulnerabilità di Unimore e IntegriaMo. “Quando arriva un altro fedele è un regalo con il quale costruire una storia di fede, in quanto attraverso lui riconosciamo che la chiesa è ‘una Santa, Cattolica, Apostolica’, universale, senza confini. La sua chiesa è anche la nostra chiesa” ha detto il presidente di Migrantes. “Gli immigrati portano una storia di fede – ha aggiunto mons. Perego – un cammino, un linguaggio, una spiritualità che sono differenti ma che rientrano in un’unità di chiesa cattolica. Il volto del migrante è quello di un fedele di un’altra esperienza religiosa: si pensi agli ortodossi, i più numerosi (oltre 1 milione su 5 milioni di migranti). Ma possiamo incontrare anche persone di chiese riformate, come gli evangelici o anche di altre esperienze religiose come i musulmani, cui ancora non è stata riconosciuta la possibilità di avere un luogo di culto, la moschea, in un luogo sociale ma solo in periferia, negando così un loro diritto fondamentale. E poi ancora possiamo incontrare buddisti, induisti”. “Questo dono delle migrazioni interpella la chiesa, non solo sotto l’aspetto delle comunità, ma anche per il cammino ecumenico, interreligioso, e di evangelizzazione. Sotto questo aspetto – ha concluso – sono quattro i verbi da coniugare, propri dello stile pastorale migratorio: accogliere, tutelare, promuovere, integrare”.

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