Adolescenti morti a Terni: don Riva (cappellano Osp. Bambino Gesù Palidoro), “capire i giovani e dare loro risposte”

“Domande, sconcerto, dolore” sono i “sentimenti che ci accomunano e che soprattutto ci suggeriscono il silenzio, la vicinanza ai familiari, una presenza discreta, la solidarietà nella fede e nella preghiera”. Lo evidenzia don Felice Riva, cappellano dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Palidoro, in una riflessione sulla morte di Flavio e Gianluca, i due adolescenti di Terni morti dopo aver assunto delle sostanze acquistate da un pusher.
“Quante domande sulla vita, in questi giorni, domande di chi cerca il senso della vita, il desiderio di vivere l’avventura dell’amore, gli interrogativi circa la sofferenza, la ricerca di sincera amicizia… Oggi questi due ragazzi non sono più con noi, oggi ci domandiamo che cosa non abbiamo capito, perché la nostra società fallisce, che cosa non ha funzionato”, ammette il sacerdote, per il quale “sono domande del poi, ma occorre dare risposte, agire oggi, essere positivi, capire i bisogni dei nostri giovani e ciò quando noi adulti sappiamo dare dei modelli”.
Spesso, evidenzia don Riva, “ci vergogniamo di parlare delle meraviglie dell’amore contenute nel Vangelo, Gesù ci indica la strada quando parla di carità, di amore, di accoglienza, di solidarietà, che non sono segni di debolezza. Chi ama non è debole, ma capisce l’altro, le sue gioie e le sue angosce”.
E se noi “abbiamo tutti lo sguardo smarrito”, “Cristo è misericordioso e il Suo amore non ha limiti, accoglie Flavio e Gianluca ed è capace di perdonare anche noi che siamo duri a capire i bisogni degli altri, dei più deboli”. “In questa dolorosa circostanza e nella nostra preghiera e raccoglimento” quello di Gesù per tutti noi “è lo sguardo della misericordia”.
Una preghiera anche per il pusher che ha venduto la sostanza tossica ai due adolescenti: “Preghiamo affinché Cristo penetri nel cuore di Aldo Maria e di quanti come lui non hanno interiorizzato il messaggio di amore, che è vita, è luce e non buio o morte”.
Poi l’invito: “In questa tragedia non possiamo chiuderci ma aprirci alla vita e trasmettere agli altri, specialmente ai giovani, la speranza, perché Gesù stesso è speranza e non dobbiamo vergognarci di annunciarlo con le opere, quelle che ci spingono verso l’alto, capaci di evitare simili tragedie”.
Don Riva conclude: “Preghiamo ed affidiamoci al cuore misericordioso del Padre, affinché, grazie all’intercessione della Vergine Maria, dia a questi due nostri ragazzi, Flavio e Gianluca, la pace e la gioia eterna e questi due ragazzi siano un monito per tutti noi”.

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