Papa Francesco: la vecchiaia “è un privilegio”, “apprezzarne il valore”

Foto Calvarese/SIR

“La vita è un dono, e quando è lunga è un privilegio, per sé stessi e per gli altri. Sempre”. Lo ha detto il Papa, ricevendo oggi in udienza i partecipanti al primo Congresso internazionale di pastorale degli anziani, svoltosi in questi giorni all’Augustinianum di Roma per iniziativa del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita. “Nel 21° secolo, la vecchiaia è divenuta uno dei tratti distintivi dell’umanità”, ha detto Francesco, facendo notare che ”nel giro di pochi decenni, la piramide demografica – che un tempo poggiava su un gran numero di bambini e giovani e aveva al suo vertice pochi anziani – si è invertita”. “Se un tempo gli anziani avrebbero potuto popolare un piccolo stato, oggi potrebbero popolare un intero continente”, la metafora scelta dal Papa, secondo il quale “l’ingente presenza degli anziani costituisce una novità per ogni ambiente sociale e geografico del mondo”. Alla vecchiaia, inoltre, “oggi corrispondono stagioni differenti della vita: per molti è l’età in cui cessa l’impegno produttivo, le forze declinano e compaiono i segni della malattia, del bisogno di aiuto e l’isolamento sociale; ma per tanti è l’inizio di un lungo periodo di benessere psico-fisico e di libertà dagli obblighi lavorativi”. “Il disorientamento sociale e, per molti versi, l’indifferenza e il rifiuto che le nostre società manifestano nei confronti degli anziani, chiamano non solo la Chiesa, ma tutti, ad una seria riflessione per imparare a cogliere e ad apprezzare il valore della vecchiaia”, l’invito del Santo Padre: “Mentre, da un lato, gli Stati devono affrontare la nuova situazione demografica sul piano economico, dall’altro, la società civile ha bisogno di valori e significati per la terza e la quarta età. E qui soprattutto si pone il contributo della comunità ecclesiale”. Di qui l’apprezzamento per il Congresso organizzato dalla Santa Sede: “Non resti un’iniziativa isolata, ma segni l’inizio di un cammino di approfondimento pastorale e di discernimento”.

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