Memorandum Italia-Libia: Acat Italia, “va bloccato. Evacuare migranti trattenuti nei centri, aprire corridoi umanitari europei, ripristinare soccorso in mare

Nonostante i numerosi appelli e la mobilitazione da parte della società civile (associazioni, Ong etc) il memorandum Italia-Libia si sta per rinnovare automaticamente per altri tre anni senza che nulla sia stato fatto per cambiarlo. “Non possiamo far altro che esprimere tutto il nostro disappunto per l’inerzia mostrata anche da questo Governo. Nei mesi scorsi la ministra Lamorgese aveva annunciato che l’accordo sarebbe stato rivisto e modificato se non in tutto almeno in parte, oggi invece dobbiamo constatare che quelle promesse servivano solamente ad acquietare gli animi”. Così il presidente di Acat Italia (Azione dei cristiani per l’abolizione della tortura), Massimo Corti, a pochi giorni dal rinnovo del memorandum. “Non possiamo rimanere in silenzio di fronte alla sofferenza di migliaia di uomini e donne che continuano ad essere imprigionati e torturati dentro i centri di detenzione libici, in particolar modo in un momento come questo, con un paese sull’orlo del baratro e con la stessa Unhcr che annuncia la sospensione delle sue operazioni presso la struttura di raccolta e partenza (Gathering and Departure Facility / Gdf) a Tripoli proprio in vista di un’escalation militare”. L’Italia, prosegue Corti, “si è già resa complice di pesanti violazioni dei diritti umani a danno di migliaia di migranti, profughi e rifugiati ragion per cui chiediamo con forza che ci si fermi adesso, prima che sia troppo tardi. Inoltre, in quanto aderenti alla campagna #IoAccolgo, chiediamo: che vengano evacuati al più presto tutti i migranti trattenuti nei centri libici, l’apertura di corridoi umanitari europei, il ripristino di operazioni efficaci di soccorso in mare e l’impegno per un sistema di accoglienza, in Italia e in Europa, che punti ad una integrazione vera nel rispetto dei diritti umani fondamentali, a cominciare dal diritto alla vita”.

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