Spagna: il presidente dei vescovi invia il discorso di Leone XIV alle Cortes a parlamentari e istituzioni

Il presidente della Conferenza episcopale spagnola (Cee), mons. Luis Argüello, arcivescovo di Valladolid, ha inviato oggi a deputati e senatori spagnoli una edizione speciale del discorso pronunciato da Leone XIV alle Cortes Generales l’8 giugno scorso, pubblicata dalla Biblioteca de Autores Cristianos. Il volume è stato inviato anche alle alte istituzioni dello Stato, ai presidenti delle Comunità autonome, agli interlocutori sociali, ai direttori dei media e ai sindaci delle città visitate dal Papa durante il viaggio apostolico in Spagna. L’edizione include un epilogo di mons. Argüello datato oggi, festa di san Tommaso Moro, patrono dei governanti. Il presule vi definisce il discorso di Leone XIV già “entrato nella storia della nazione” spagnola: storico il fatto stesso che il Successore di Pietro prendesse la parola nella sede della sovranità popolare, storico il contenuto del messaggio “per la profondità delle sue riflessioni e l’altezza morale delle sue proposte”, e storica l’accoglienza ricevuta dai parlamentari, “espressa in un prolungato e sincero applauso che ha trasceso le legittime differenze politiche”. La parola del Papa, scrive mons. Argüello, “è stata orientata soprattutto verso il futuro: un futuro che non si costruisce alzando muri, ma tendendo ponti; non alimentando conflitti, ma cercando spazi di incontro; non difendendo interessi particolari come assoluti, ma promuovendo il bene comune come orizzonte condiviso”. Il presule richiama anche le parole di Leone XIV ai governanti del mondo: la politica è “la forma più alta della carità”, espressione attribuita dalla tradizione sociale della Chiesa a Pio XI, che diventa autentica “quando cerca sinceramente il bene comune” e si pone “al servizio della persona e della società”.

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