Libano: Corsi (Unicef), “Oltre 240 bambini uccisi dall’inizio di marzo. Numeri che interrogano coscienze e comunità internazionale”

“Dopo oltre 100 giorni di intensificazione delle ostilità – a partire dal 2 marzo – 247 bambini sono stati uccisi e 992 feriti, con una media di 12 bambini uccisi o mutilati ogni giorno. Dietro queste cifre sconcertanti si trovano vite stroncate o cambiate per sempre, e famiglie che affrontano perdite profonde, traumi e incertezza”: lo ha detto Marcoluigi Corsi, rappresentante dell’Unicef in Libano, richiamando l’attenzione sulla gravità della situazione che colpisce in modo particolare i più piccoli nel Paese dei Cedri. Numeri che descrivono una crisi umanitaria sempre più drammatica, in cui il costo umano del conflitto assume proporzioni allarmanti. I dati forniti dall’Unicef raccontano non solo l’aumento delle vittime, ma anche la fragilità crescente del contesto sociale, con migliaia di famiglie costrette a vivere in condizioni di insicurezza e privazione. “Questi dati – ha sottolineato Corsi – non sono semplici statistiche, ma storie di sofferenza che non possono lasciare indifferenti”. Il rappresentante dell’Unicef ha evidenziato come l’impatto del conflitto sui minori sia particolarmente devastante, non solo sul piano fisico ma anche psicologico. “I bambini – ha spiegato – stanno pagando il prezzo più alto di una guerra di cui non hanno alcuna responsabilità”, con conseguenze che rischiano di segnare l’intera loro vita. Di fronte a questo scenario, Corsi ha rinnovato l’appello alla comunità internazionale affinché si rafforzino gli sforzi per la protezione dei civili e, in particolare, dei minori. “È necessario agire subito – ha affermato – per fermare l’escalation e garantire condizioni minime di sicurezza e assistenza umanitaria”. Un richiamo che si accompagna alla richiesta di un impegno concreto per il rispetto del diritto internazionale e per la tutela delle popolazioni più vulnerabili.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Diocesi