Irlanda del Nord: messaggio del vescovo di Belfast, “vergogna a chi strumentalizza la paura. Si allenti la tensione sociale, anziché alimentare le fiamme del razzismo”tare le fiamme del razzismo”

“Atti coordinati di violenza e distruzione insensata mirano solo ad acuire la tensione nella comunità e devono essere condannati. Vergogna a tutti coloro che negli ultimi giorni hanno cercato di mobilitare, fomentare, strumentalizzare e politicizzare la paura e le preoccupazioni altrui. Tutti noi abbiamo la responsabilità di allentare la tensione sociale, anziché alimentare le fiamme del razzismo”. Parole fortissime di condanna quelle scritte in un messaggio dal vescovo cattolico di Down and Connor (Belfast), mons. Alan McGuckian SJ, a seguito dell’aggressione con il coltello per mano di un rifugiato sudanese contro un uomo e alle violenze “insensate” che sono scoppiate in città. “Negli ultimi giorni – scrive il vescovo – le strade dell’Irlanda del Nord e non solo sono state teatro di violenze e disordini sociali, con attacchi contro le case e le attività commerciali dei migranti. Persone che hanno vissuto tra noi per anni come buoni vicini, amici e colleghi ora vivono nel terrore, per sé stesse e per i propri figli. Molti nuovi arrivati ​​danno un contributo straordinario alle nostre comunità, comprese le nostre parrocchie. Sono nostri amici. Come comunità, dobbiamo essere solidali con loro”. Il vescovo aggiunge: “la distruzione nelle nostre strade e gli attacchi alle case non risolveranno i problemi di fondo, e la violenza dovrà lasciare il posto al dialogo e al confronto. In questo spazio di dialogo costruttivo, politici, leader della comunità e istituzioni devono ascoltare e agire”. “Come società – osserva il vescovo –, noi in Irlanda del Nord abbiamo percorso troppa strada verso la riconciliazione e pagato un prezzo troppo alto in termini di sofferenza per rischiare di ricadere nel conflitto e nell’oppressione razziale. Chiedo che, in tutte le nostre parrocchie, questo fine settimana preghiamo per la guarigione e la pace e che la sacra dignità di ogni persona umana sia rispettata da tutti”.

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