La Conferenza episcopale dell’Honduras, in una nota, denuncia le molteplici situazioni di povertà, discriminazione, violenza e mancanza di opportunità che coinvolgono il Paese, ponendo al centro del suo messaggio la difesa e il rafforzamento della famiglia, definita come un “fondamento essenziale per la società e una fonte di speranza di fronte alle sfide che vive il Paese, propri mentre la Chiesa honduregna vive il Mese del matrimonio e della famiglia. I vescovi denunciano che molte famiglie soffrono le conseguenze della “povertà, della mancanza di opportunità lavorative, della migrazione forzata e dell’indebolimento dei legami comunitari”. Esprimono, quindi, la propria preoccupazione per la violenza che continua a essere presente nel Paese, e per le tante famiglie colpite dal “timore, dal lutto e dall’insicurezza”, spesso dalla perdita di persone care a causa della criminalità.
L’episcopato alza la voce la voce di fronte alle molteplici forme di violenza esercitate contro le donne, avvertendo che “ogni aggressione fisica, psicologica, sessuale, economica o morale contro una donna costituisce una grave offesa alla sua dignità e una ferita per tutta la società”.
Di fronte a questa realtà complessa, i vescovi hanno riaffermato l’insegnamento della Chiesa sul matrimonio e la famiglia, evidenziando che il focolare domestico è “il santuario della vita, la prima scuola della fede, la prima comunità educativa e il fondamento indispensabile della società”. E fanno appello alle autorità civili, affinché promuovano politiche pubbliche di sostegno alle famiglie più vulnerabili e combattano con decisione “la violenza, la corruzione e ogni forma di ingiustizia”.