“Una coscienza umana, e ancor più una coscienza cristiana, non può rimanere indifferente di fronte alle vittime dei naufragi e alla mancanza di soccorso, di fronte ai cimiteri del mare”. Lo ha ribadito il Papa, durante l’incontro con le realtà di integrazione, nella Plaza de Cristo di San Cristobal de La Laguna, a Tenerife. “Ogni vita persa su queste rotte è un fallimento per la famiglia umana”, ha affermato Leone XIV, secondo il quale “esiste anche un naufragio silenzioso dopo l’arrivo: ritrovarsi soli in una città, senza lingua, senza legami, senza lavoro, senza fiducia ed esposti a chi approfitta della vulnerabilità”. “Integrare significa impedire questo secondo naufragio”, ha spiegato il Papa: “Significa aiutare chi è arrivato ferito a non rimanere per sempre bloccato nel proprio dolore, ma a poter rimettersi in piedi, riconoscere i propri doni e offrirli alla comunità”.