Lavoro minorile: D’Errico (Save the Children), “servono dati aggiornati, interventi di contrasto alla povertà e azioni contro la dispersione scolastica”

“I minori che lavorano precocemente hanno maggiori probabilità di abbandonare la scuola o di frequentarla in modo discontinuo, aumentando il rischio di avere in futuro un lavoro a basso reddito oppure di rimanere intrappolati nella condizione di neet”. Lo sottolinea Giorgia D’Errico, direttrice Relazioni istituzionali di Save the Children, in occasione della Giornata internazionale contro il lavoro minorile, che si celebra oggi in tutto il mondo. “Per prevenire e contrastare davvero il lavoro minorile – osserva D’Errico – servono misure concrete che agiscano su più fronti: dati solidi e aggiornati per rendere visibile il fenomeno, interventi di contrasto alla povertà economica delle famiglie e azioni strutturali contro la dispersione scolastica, garantendo percorsi efficaci di inserimento, reinserimento e riorientamento scolastico. È inoltre fondamentale potenziare un sistema di presa in carico a livello territoriale dei minori che subiscono lo sfruttamento lavorativo e del loro nucleo familiare, con un raccordo tra servizi pubblici e terzo settore per garantire un percorso di protezione e reinserimento; promuovere l’introduzione di piani di sostegno personalizzati per i ragazzi e le ragazze che rischiano di interrompere gli studi anticipatamente e assicurare un sistema capillare di controlli sul territorio”.
Save the Children è impegnata dal 2022 nel progetto “Liberi dall’invisibilità”, implementato nella “fascia trasformata” in provincia di Ragusa, un contesto legato allo sfruttamento del lavoro agricolo, in partenariato con l’associazione I tetti colorati Onlus e la Caritas diocesana di Ragusa. Il progetto realizza attività per minori e famiglie che vivono in condizioni di vita disagiate, spesso in stato di isolamento e marginalizzazione. Attraverso “Liberi dall’invisibilità” sono state supportate dal 2022 a fine 2025 665 persone, di cui 309 adulti e 356 minori. L’obiettivo è rimuovere gli ostacoli che impediscono a bambine/i e ragazze/i e alle loro famiglie di raggiungere una migliore condizione di vita e l’accesso a diritti ed opportunità di crescita sana.

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