Lavoro minorile: Unicef Italia, tra il 2020 e il 2024 Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte e Trentino-Alto Adige le Regioni con più alto tasso di denunce di infortunio

Nel quinquennio 2020-2024, le cinque Regioni con le percentuali di denunce di infortunio più alte, relative ai lavoratori minorenni di 15-17 anni, sono Lombardia (21,27%), Veneto (12,10%), Emilia-Romagna (10,94%), Piemonte (9,11%) e Trentino-Alto Adige (7,12%), le quali coprono il 60,54% delle denunce di infortunio sul territorio nazionale nel quinquennio esaminato. Lo attesta il 4° Rapporto statistico “Lavoro minorile in Italia: rischi, infortuni e sicurezza sui luoghi di lavoro” dell’Unicef Italia, diffuso oggi in occasione della Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile. Le evidenze riportate non identificano necessariamente le aree citate come contesti a maggiore rischio per la popolazione dei giovani lavoratori. L’elevata frequenza di denunce in queste Regioni potrebbe essere attribuita a una maggiore accuratezza sia nel monitoraggio dei minorenni effettivamente occupati sia nella registrazione puntuale degli eventi infortunistici occorsi, nonché a una cultura della prevenzione più radicata rispetto ad altri contesti territoriali. Per quanto riguarda i minorenni fino a 19 anni, le cinque Regioni con la maggiore incidenza di denunce totali di infortunio registrate nel quinquennio 2020-2024 sono Lombardia (22,76%), Emilia-Romagna (11,62%), Veneto (11,58%), Piemonte (9,13%) e Toscana (5,85%), che insieme rappresentano il 60,93% del dato nazionale.
Gli infortuni mortali accertati positivi, definiti con Decisione Istruttoria (Dettaglio Dataset Registri di esposizione, Inail), non includono gli infortuni con esiti mortali che rientrano nelle seguenti categorie: Carenza di documentazione valida, Difetto occasione di lavoro, Persona non tutelata, Attività non tutelata, Morte non riconducibile all’evento, Altre cause di negatività. Di conseguenza, gli infortuni accertati positivi con esito mortale sul lavoro sono stati 51, di cui 3 tra i minori di 15 anni e 48 nella fascia di età 15-19 anni.
Nel 2025 è stato registrato un incremento generalizzato delle denunce di infortunio che hanno interessato la popolazione studentesca (Bollettino trimestrale “Denunce di infortuni e malattie professionali”, periodo gennaio-dicembre 2025, Inail). Il dato complessivo ha raggiunto la quota di 80.871 unità, segnando una crescita del 3,84% rispetto alle 77.883 denunce registrate nel 2024. Entrando nel dettaglio delle circostanze in cui tali infortuni hanno avuto luogo, la maggior parte degli eventi si è verificata in occasione delle attività propriamente scolastiche. In questo ambito, le denunce sono state 78.690, ovvero il 3,71% in più rispetto alle 75.872 dell’anno precedente. Nel 2025 sono state rilevate complessivamente 8 denunce di infortunio con esito mortale occorse agli studenti, di cui 6 occorse in occasione di attività scolastiche e 2 avvenute in itinere. Il dato evidenzia una significativa contrazione della mortalità rispetto all’annualità 2024, che aveva fatto registrare un totale di 13 casi (8 casi in ambito scolastico e 5 in itinere).

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