Il 4° Rapporto statistico “Lavoro minorile in Italia: rischi, infortuni e sicurezza sui luoghi di lavoro” dell’Unicef Italia, diffuso oggi in occasione della Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile, presenta anche i dati relativi alle denunce di infortunio dei lavoratori entro i 17 anni di età (fascia 15-17 anni) fra il 2020 e il 2024: il dato più basso si registra nel 2020 (5.815) – tale flessione deve essere interpretata come un dato strettamente condizionato dalla situazione determinata dalla pandemia Covid-19 –, nel 2023 era di 18.820 e 18.617 nel 2024. Secondo i dati, gli infortuni mortali in occasione di lavoro e in itinere, lavoratori 15-17 anni (Fonte Open Data Inail) sono stati 7 nel 2024 e 18 complessivamente nel quinquennio 2020-2024.
Rapportando il numero di lavoratori tra i 15 e i 17 anni di età con le denunce pervenute all’Inail nel periodo corrispondente, emerge un tasso di denunce di infortunio che va dal 16,38% del 2020 al 22,79% del 2024 (a fronte del 43,24% rilevato nel 2019). L’incremento delle denunce riflette il ripristino dei normali livelli di esposizione al rischio. Contestualmente, tale incremento può essere riconducibile ad una più rigorosa aderenza agli obblighi di denuncia da parte delle imprese favorita dal rafforzamento dei sistemi di controllo e vigilanza, da un quadro normativo in costante evoluzione volto a garantire standard di protezione sempre più elevati, nonché da una rinnovata sensibilità istituzionale verso la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori minorenni.
Per quanto riguarda i lavoratori entro i 19 anni di età, nel periodo compreso tra il 2020 e il 2024 a livello nazionale sono state presentate all’Inail 330.890 denunce di infortunio, stabili rispetto al quinquennio 2019-2023 (330.864). Nello specifico, 205.804 riguardano i minorenni entro i 14 anni di età (+0,7% rispetto al quinquennio 2019-2023) e 125.086 la fascia d’età 15-19 anni (-1,1% rispetto al quinquennio 2019-2023). Le denunce di infortunio con esito mortale sono state in totale 92 nel periodo analizzato: 14 denunce nella fascia di età <14 e 78 denunce nella fascia 15-19 anni.
“L’articolo 32 della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza è esplicito nel riconoscere a ogni bambino, bambina, ragazzo e ragazza il diritto ‘ad essere protetto contro lo sfruttamento economico e a non essere costretto ad alcun lavoro che comporti rischi o sia suscettibile di porre a repentaglio la sua educazione o di nuocere alla sua salute o al suo sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale o sociale’. Questo diritto non è negoziabile ma i dati che questo Report porta alla luce ci dicono quanto in Italia la distanza tra il suo riconoscimento formale e la sua attuazione concreta sia ancora significativa”, ha dichiarato Nicola Graziano, presidente dell’Unicef Italia.