“Le parole pronunciate alle Canarie da Papa Leone XIV sui migranti resteranno incise nella memoria storica della Chiesa, insieme a quella dell’Europa e del mondo intero”. Così in una nota la Comunità di Sant’Egidio, profondamente impegnata insieme ad altre realtà associative e Chiese, nella realizzazione dei corridoi umanitari e nel processo di inclusione, commenta la visita di Papa Leone al molto di Arguineguín e al discorso pronunciato. “Ma prima ancora – aggiunge Sant’Egidio – si ricorderà quel suo gesto così significativo di inchinarsi, all’inizio del suo discorso, di fronte alla “dignità” di chi è costretto a lasciare la propria terra perché in guerra o perché gli è negato il futuro. Una dignità – ha detto con forza – che non si cancella una volta passata una frontiera perché i profughi non sono numeri ma persone, famiglie, drammi di un’intera generazione”. La Comunità ringrazia “di cuore Papa Leone per la sua chiarezza evangelica e invitiamo tutti ad ascoltarlo: nazioni e cittadini, governanti e popoli, perché si cambi lo sguardo umano e politico nei confronti dei migranti, si vinca l’indifferenza o, peggio, il rifiuto, e si prospetti un futuro fatto di accoglienza e integrazione”.
“È ciò che la Comunità di Sant’Egidio – insieme ad altre realtà cristiane e associazioni della società civile – sta tentando di vivere ormai da dieci anni con l’esperienza dei corridoi umanitari, che hanno permesso di far arrivare in Europa oltre 9mila persone salvandole dai trafficanti di esseri umani e inserendole nelle nostre società con grande profitto per chi accoglie come per chi viene accolto. Si moltiplichino le forme di ingresso regolare che farebbero molto meglio al nostro continente rispetto alle paure che alimentano rifiuti ingiustificati e disumani”.