Diocesi: Milano, “Monastero ambrosiano” in Mind. Mons. Delpini, “così la città scrive il suo futuro. Non c’è bene comune senza Dio”

(Foto Cherchi / chiesadimilano.it)

(Milano) “In Mind si incontrano conoscenza, ricerca, talenti, affari, divertimenti, la natura e la vita, l’Italia e il mondo. Nel cuore della città dell’innovazione si affaccia la domanda sul senso del tutto, sul perché dell’impegno e dell’investimento”: lo ha affermato mons. Mario Delpini, arcivescovo di Milano, alla presentazione del progetto “Monastero ambrosiano”, offrendo una riflessione sul valore e sul senso dell’incontro “tra scienza e sapienza, tra innovazione ed etica, tra tecnologia e umanesimo, tra profitto e solidarietà”. “Così racconta la storia di Milano: la città vive e cresce sotto la Madonnina, cioè non c’è vita umana senza la trascendenza. Così Milano scrive il suo futuro: non c’è convivenza, né pace, né bene comune senza Dio”.

(Foto Cherchi / chiesadimilano.it)

Alla conferenza stampa è intervenuto Stefano Boeri, dello studio “Stefano Boeri Architetti”, dichiarando: “Abbiamo inteso dare forma al nuovo Monastero ambrosiano con un’architettura unitaria e aperta, che rappresentasse anche nelle sue spazialità l’abbraccio tra la nuova chiesa, il prisma trasparente della Biblioteca delle religioni e il chiostro triangolare del Giardino delle fedi, posto all’incrocio tra il Cardo e il Decumano. Un monastero contemporaneo, pensato per rispondere alle esigenze di una società plurale e per promuovere coesione sociale, dialogo interreligioso e produzione di conoscenza”.

Igor De Biasio, amministratore delegato di Principia Spa, ha invece osservato: “La realizzazione del Monastero ambrosiano all’interno di Mind rappresenta un segnale importante della capacità del distretto di accogliere e valorizzare realtà profondamente diverse tra loro. Accanto ai grandi centri della ricerca, dell’innovazione e delle scienze della vita, trova spazio anche un progetto che mette al centro la dimensione spirituale, il dialogo tra culture e la riflessione sui temi umani e sociali. È una scelta che conferma la vocazione inclusiva di Mind: un luogo dove soggetti pubblici, privati, scientifici, culturali e religiosi possono contribuire insieme alla costruzione di un nuovo modello di città”.

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