(Strasburgo) Il tema dell’antisemitismo e della tutela della fede ebraica sbarca al Parlamento Ue di Strasburgo dopo i recenti episodi di violenza registrati nei Paesi Bassi e in Belgio, oltre al ferimento di due uomini a Londra poche ore prima del dibattito. A nome del Consiglio, la ministra cipriota Marilena Raouna ha ricordato che l’antisemitismo “non colpisce solo chi ne è vittima diretta, ma riguarda tutti noi”, perché viola i diritti fondamentali ed erode “la democrazia, la sicurezza e i valori su cui si fonda l’Unione europea”. Raouna ha richiamato le conclusioni del Consiglio europeo del 18 dicembre 2025, che hanno chiesto a Commissione e Stati membri di intensificare l’impegno per la lotta all’antisemitismo, compresa la protezione delle istituzioni ebraiche. Tra le misure citate rientrano l’adozione di strategie nazionali, il dialogo interculturale e i programmi educativi, oltre all’uso della decisione quadro europea su razzismo e xenofobia come strumento penale contro i reati e i discorsi d’odio. Il commissario Andrius Kubilius ha invece richiamato la strategia comunitaria per combattere l’antisemitismo e promuovere la vita ebraica, che prevede sostegno alle comunità e rafforzamento della sicurezza di sinagoghe e centri comunitari, contrasto all’odio online – dove “il 90% degli ebrei europei ha dichiarato di aver incontrato discorsi d’odio lo scorso anno” – ma anche il rafforzamento della memoria della Shoah. L’antisemitismo, ha aggiunto, è “un motore di radicalizzazione e violenza” che attraversa gran parte delle ideologie estremiste. Per questo l’Ue ha varato una nuova agenda su prevenzione e contrasto del terrorismo, che rafforza “cooperazione, scambio di intelligence e individuazione precoce dei processi di radicalizzazione”, con particolare attenzione alla protezione dei luoghi di culto.