L’Unione giuristi cattolici italiani, sezione “Vittorio Bachelet” di Aversa, ha organizzato lunedì 4 maggio 2026 – alle ore 18 – una manifestazione in onore del beato Rosario Livatino, magistrato della Repubblica, nel 36° anniversario del suo martirio.
Ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990 a soli 38 anni, Livatino è stato proclamato beato da Papa Francesco il 9 maggio 2021. Proprio il Santo Padre, in occasione dell’udienza al Consiglio superiore della magistratura del 17 giugno 2014, aveva definito il beato Livatino “testimone esemplare, giudice leale alle istituzioni, aperto al dialogo, fermo e coraggioso nel difendere la giustizia e la dignità della persona umana”.
La manifestazione si terrà nell’abbazia di San Lorenzo in Aversa e si articolerà in due momenti: prima la liturgia dei vespri in onore del martire Livatino presieduta dal vescovo di Aversa, mons. Angelo Spinillo; seguiranno poi l’intervento magistrale tenuto da Domenico Airoma, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord e vice presidente del Centro Studi Livantino, e la testimonianza di mons. Giuseppe Livatino, della postulazione della diocesi di Agrigento per la causa del beato. Antonia Magnotta, presidente della sezione aversana dell’Ugci, introdurrà e modererà il convegno.
Per mons. Ernesto Rascato, assistente spirituale dell’Ugci di Aversa, “il messaggio di Rosario Livatino è di grande attualità, un autentico cristiano credente e credibile che ha incarnato il Vangelo coniugando la carità con la giustizia, nella sua missione di servizio con equilibrio e discrezione, mitezza e lealtà”. Il giovane giudice fu infatti assassinato nel 1990 da esponenti mafiosi, mossi dall’odio verso la sua fede e il suo impegno per la giustizia. “La sua vita ordinaria vissuta in modo straordinario non ci lascia rubare la speranza alle difficoltà quotidiane. Un esempio per tutte le persone che si vogliono impegnare per la giustizia e il bene comune – aggiunge mons. Rascato -, una figura straordinaria, un modello di coerenza assoluta nella sua professione di magistrato”.