La Liguria si prepara a ospitare, dal 18 al 20 maggio, presso Palazzo Ducale a Genova, il Symposium Wftc Genova 2026, un’assise mondiale di lavoro promossa dalla World Federation of Therapeutic Communities (Wftc), in collaborazione con la Fondazione Ceis Genova e la Federazione italiana comunità terapeutiche (Fict). L’evento riunirà circa 200 delegati provenienti dai cinque continenti, tra rappresentanti istituzionali, comunità terapeutiche, università e organizzazioni internazionali impegnate nel campo delle dipendenze. Si tratta di un momento di confronto globale strutturato non come un convegno tradizionale, ma come un percorso di lavoro condiviso articolato in sessioni plenarie e gruppi tematici, finalizzato alla costruzione di orientamenti comuni a livello mondiale. Esito di questo lavoro sarà la redazione della “Carta di Genova 2026”, documento programmatico internazionale che definirà linee guida, standard minimi e prospettive comuni nel campo delle terapie residenziali, dell’educazione socio-relazionale e dell’inclusione lavorativa delle persone con dipendenze.
“Per la nostra città è un onore poter ospitare il Symposium Wftc 2026 – commenta mons. Marco Tasca, arcivescovo di Genova –. Sarà un’occasione unica non solo per parlare di dipendenze ma soprattutto per offrire soluzioni comuni e condivise, generate da un percorso operativo e partecipato fra i vari delegati che saranno coinvolti. È un segnale molto importante, che mette in evidenza l’importanza di strutturare scenari di presa in carico ma anche di educazione, inclusione e reinserimento di persone con dipendenze. Genova ha una lunghissima e consolidata tradizione di volontariato e assistenza, è una città che si dimostra attenta alle fragilità: ospitare questo simposio costituisce un ulteriore arricchimento a quanto già si sta facendo non solo nel campo delle dipendenze”.
“Genova ospiterà un Symposium internazionale dedicato alle dipendenze, con esperti provenienti da tutto il mondo – sottolinea Enrico Costa, presidente della Fondazione Ceis Genova e vicepresidente di Wftc –. Sarà un’occasione per confrontare modelli educativi e politiche sviluppate in contesti molto diversi, segnati da livelli differenti di tossicità, fragilità psichiatriche e normative istituzionali. La scelta di Genova come sede dell’incontro riconosce le capacità e la sensibilità della città nell’accoglienza e nel sostegno alle persone più vulnerabili e nella specifica modalità di valorizzare il progetto di vita di ogni persona. Per tre giorni Genova diventerà un laboratorio globale, dove si costruiranno orientamenti condivisi capaci di incidere sui servizi e sulle politiche nel campo delle dipendenze nei vari Paesi. La complessità e la gravità del disagio richiedono risposte integrate che uniscano cura, relazione e inclusione sociale. Il modello comunitario continua a dimostrare la sua efficacia nell’accompagnare le persone in percorsi concreti di cambiamento”.