“In un mondo spesso segnato dall’indifferenza e dall’egoismo, questa casa ci ricorda che siamo tutti custodi dei nostri fratelli e delle nostre sorelle, e che, nella grande famiglia di Dio, nessuno è mai uno straniero o un dimenticato, per quanto piccolo possa essere”. Lo ha detto il Papa, salutando i piccoli ospiti dell’Orfanotrofio Ngul Zamba, dove è stato accolto dalla responsabile della struttura, la Superiora generale della Congregazione delle Figlie di Maria, e dagli operatori. “Voi formate una vera famiglia e qui incontrate fratelli e sorelle che condividono con voi una storia dolorosa”, ha esordito Leone XIV: “So che molti di voi hanno attraversato prove difficili. Alcuni hanno conosciuto il dolore dell’assenza attraverso la perdita dei genitori o dei propri cari. Altri hanno sperimentato la paura, il rifiuto, l’abbandono, la mancanza, l’incertezza”. “Siete chiamati a un futuro più grande delle vostre ferite”, ha assicurato il Pontefice: “Siete portatori di una promessa. Perché là dove può esserci miseria, sofferenza o ingiustizia, Dio è presente e conosce i vostri volti, vi è vicinissimo. Il Vangelo ci ricorda che Gesù aveva una speciale benevolenza per i bambini come voi, li metteva al centro. Sappiate che Lui guarda ognuno di voi, oggi, con lo stesso affetto”.