“Rifiutare la logica della violenza e della guerra, per abbracciare una pace fondata sull’amore e sulla giustizia”. È l’appello del Papa, di fronte alle “situazioni così drammatiche” a cui è di fronte il Camerun, dove “le tensioni e le violenze che hanno colpito alcune regioni del Nord-Ovest, del Sud-Ovest e dell’Estremo Nord hanno provocato profonde sofferenze: vite perdute, famiglie sfollate, bambini privati della scuola, giovani che non vedono un futuro”. “Dietro le statistiche ci sono volti, storie, speranze ferite”, il monito di Leone, che nel suo primo discorso in Camerun ha esortato ancora una volta a impegnarsi per “una pace che sia disarmata, cioè non fondata sulla paura, sulla minaccia o sugli armamenti; e disarmante, perché capace di risolvere i conflitti, di aprire i cuori e di generare fiducia, empatia e speranza”. “Servire il proprio Paese significa dedicarsi con mente lucida e coscienza integra al bene comune di tutto il popolo: della maggioranza, delle minoranze e della loro reciproca armonia”, l’indicazione di rotta.