“La morte di Andrea ci ferisce profondamente e interpella ancora una volta la coscienza di tutti”. Lo dichiara mons. Francesco Pesce, direttore dell’Ufficio per la pastorale sociale, del lavoro e della cura del creato della diocesi di Roma, dopo la morte di Andrea Moretti, l’operaio di 22 anni che la scorsa notte ha perso la vita mentre lavorava all’interno del Colosseo. La Chiesa di Roma, si legge in una nota del Vicariato, esprime “profondo dolore” e si stringe nella preghiera e nell’affetto alla famiglia, ai cari e ai colleghi del giovane, “partecipando allo sgomento per una vita così giovane spezzata mentre svolgeva la propria professione”. “Non possiamo rassegnarci all’idea che si possa uscire di casa per andare al lavoro e non farvi più ritorno”, prosegue mons. Pesce. “La sicurezza non è un costo né un adempimento burocratico: è rispetto della persona, della sua dignità e del diritto alla vita. Ogni morte sul lavoro ci chiede di fare di più, con responsabilità e determinazione, perché il lavoro sia davvero luogo di vita e mai di morte”. Nell’attesa che venga fatta piena luce sulle circostanze dell’incidente, la diocesi affida Andrea “alla misericordia del Signore” e invoca consolazione e speranza per la sua famiglia e per quanti gli hanno voluto bene.