Un incontro-testimoniaza ha visto ieri, padre Ibrahim Faltas, direttore delle Scuole della Custodia di Terra Santa, confrontarsi, a Pietrelcina (Bn) con i giovani dell’oratorio parocchiale e con la cittadinanza del centro del Sannio che ha dato i natali a Padre Pio. Il religioso – all’incontro al quale ha partecioato anche il sindaco Salvatore Mazzone e Maurizio Oliviero, già Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Perugia – ha rilanciato l’allarme sui bambini di Gaza che continuano a morire ed ha evidenziato l’importanza di assegnare loro il Premio Nobel per la Pace . “Una iniziativa molto bella”, ha detto: “chi meglio dei bambini di Gaza può avere questo riconoscimento”, aggiungend che ci sono circa 20mila bambini che oggi rischiano di morire e circa 40mila che hanno sono rimasti orfani. “Gaza è diventata un “cimitero a cielo aperto”. Il religioso ricorda i tanti minori portati in Italia negli ultimi anni: “più di mille bambini con accompagnatori che sono venuti qui grazie alla generosità del popolo italiano. È stato il primo Paese al mondo a ricevere i bambini di Gaza per essere curati”. Molti di loro, racconta, arrivavano da condizioni estreme: “Eravamo nell’inferno, siamo arrivati al paradiso”, dicevano. Per p. Faltas il quadro attuale è drammatico: “Non esiste un ospedale, tutti sono stati distrutti”. Il sogno dei piccoli, dice, “è tornare a scuola”, ma da quattro anni gli edifici sono distrutti o inaccessibili. “La maggior parte dei morti sotto le macerie sono bambini”, aggiunge. “Muoiono di fame, di sete, di mancanza di cura. Hanno perso tutto. Non hanno niente”.