Si chiamava Andrea Moretti, era un operaio specializzato per lavori in fune e quota, un “rocciatore” di 22 anni. È morto intorno alla mezzanotte appena passata mentre, con la squadra notturna, lavorava al nuovo impianto di illuminazione del Colosseo, nel cuore di Roma. “Poco più di una settimana fa la morte di Daniele Bellisari, operaio della Metalcisterna di Cisterna di Latina, schiantato sull’asfalto davanti al fermento del primo pomeriggio ad Ostia, durante dei lavori di ristrutturazione di un’abitazione – ricorda il presidente nazionale dell’Anmil, Amedeo Bozzer -. Anche Andrea Moretti è morto scontrandosi con il suolo e non uno comune ma quello del Teatro Flavio: principale meta turistica del nostro Paese e tra le più visitate del pianeta. Un volo di dieci metri che lo ha ucciso sul colpo”.
“Oggi il settore del Colosseo dove solo poche ore fa è morto Andrea non ha mai aperto in segno di lutto, senza però essere sottoposto a sequestro da parte della magistratura. Scelta, o ritardo, per il quale viene spontaneo domandarsi il perché – commenta il presidente dell’Anmil Roma e Lazio Alberto Verzulli -. Morire sul lavoro in un luogo di prestigio comporta un diverso svolgimento delle indagini?”.
Di poco fa la notizia che “dopo il primo turno di visite, parliamo di migliaia di persone, l’intero Colosseo chiuderà in segno di lutto. Gestire questa decisione (a nostro parere doverosa) sin da subito sarebbe stato, a dire del Ministero della Cultura, di difficile gestione per l’ordine pubblico”.
“Poco più di un mese ci separa dal primo anniversario della morte di Octay Stroici, operaio sessantaseienne ucciso dal crollo della Torre dei Conti a Roma, a due passi dal Colosseo – rammenta Bozzer -. Nel registro degli indagati sono iscritte 9 persone, le ipotesi di reato sono omicidio e disastro colposo. Noi di Anmil siamo convinti che non sia sufficiente. Siamo convinti che la strage dei lavoratori del nostro Paese meriti l’istituzione di un reato autonomo che è quello dell’omicidio sul lavoro”.
Dall’elaborazione di Anmil sugli ultimi open data Inail relativi al numero di infortuni totali denunciati tra gennaio e luglio del 2026, emerge che il Lazio registra un incremento del 7,7% e due morti sul lavoro in più a Roma rispetto al medesimo periodo dello scorso anno. Una regione nella quale, seguendo i dati forniti dall’Ispettorato nazionale del lavoro riguardanti i risultati delle ispezioni del 2025, il tasso di irregolarità nelle aziende è dell’87,7%. Nel solo settore delle costruzioni, l’ultimo dato disponibile è del 91,5%.