“Le riforme di struttura non sono il movimento primario: ma il movimento è anzitutto interiore. Diseppellire Dio dal proprio cuore e dal cuore degli agli altri. Dio è già nel cuore… ma occorre tirare fuori dal blocco di marmo l’opera che già c’è ma in esso è ingabbiata”. Lo ha affermato questa mattina padre Francesco Piloni, già ministro provinciale dei Frati minori di Umbria e Sardegna, intervenendo alla seconda giornata della 75ª Settimana nazionale di aggiornamento pastorale in svolgimento ad Assisi, presso la Domus Pacis Hotel.
Parlando dello “Lo stile evangelico: s. Francesco come modello di cristianesimo essenziale”, il religioso ha rilevato che “Francesco era libero dall’esito dei risultati”. E ha invitato a “vivere, posizionarci, da persone benedette, in questo tempo”. “Franceso fa una proposta centrale: vivere secondo la forma del Vangelo”, ha proseguito, convinto che “questo Francesco ci direbbe oggi: vivere il Vangelo, sine glossa”. “Ubertino da Casale, frate della seconda metà del 200, ci dà una immagine di Francesco non inquinata dai nostri riduzionismi”, ha aggiunto padre Piloni, indicando due obiettivi pastorali in Francesco: “Rinnovare in se stesso e negli altri le orme di Cristo coperte e dimenticate” e “Donare alla Chiesa la vita di Gesù nella forma comunitaria”. “Rinnovare”, ha spiegato, “è una parola chiave del Vaticano II. L’apertura richiesta è in funzione del radicamento nell’essenziale. Il rinnovamento è in funzione della fedeltà”. Riguardo alla “forma comunitaria, il religioso ha richiamato “cinque verbi, consegnatici di Papa Francesco, che rimandano anche all’esperienza francescana: ‘prendere l’iniziativa, coinvolgere, accompagnare, fruttificare, festeggiare’”.