I casi confermati di Ebola a livello mondiale raggiungono quota 1.000 mentre nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo (RDC), circa 2,95 milioni di bambini e adolescenti di età pari o inferiore a 18 anni sono a rischio sia a causa dell’Ebola stesso che del collasso dei servizi essenziali. E’ quanto denuncia oggi Unicef in un comunicato. “I nostri team nell’Ituri hanno incontrato bambini che hanno perso le madri, in alcuni casi entrambi in genitori, a causa dell’Ebola”, ha dichiarato Catherine Russell, Direttrice generale dell’Unicef.
Sebbene la situazione rimanga in continua evoluzione, al 19 giugno i bambini e gli adolescenti rappresentavano circa il 15% dei casi confermati di Ebola e oltre il 25% dei decessi confermati nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo. I bambini e gli adolescenti con contagio confermato da Ebola hanno una probabilità di morire quasi doppia rispetto agli adulti, il che evidenzia l’impatto sproporzionato dell’epidemia sulle fasce più giovani della popolazione. Sebbene la capacità di effettuare test sia recentemente migliorata, la sorveglianza e il tracciamento dei contatti continuano a essere limitati, anche a causa dell’insicurezza e delle restrizioni di accesso, il che rende le stime attuali soggette a un certo grado di incertezza.
Nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda, l’Unicef sta fornendo sostegno al governo e ai partner, tra cui l’Oms e l’Africa CDC, per contenere l’epidemia attraverso la prevenzione e il controllo delle infezioni, il tracciamento dei contatti, sepolture sicure e dignitose e il coinvolgimento delle comunità, compresi i giovani e i leader locali. L’organizzazione delle Nazioni Unite richiede inizialmente 70,7 milioni di dollari americani per la sua risposta semestrale, di cui 20 milioni di dollari americani non ancora finanziati, nell’ambito del Piano continentale di preparazione e risposta all’Ebola, che coinvolge diversi partner, volto a contenere la diffusione della malattia. L’UNICEF chiede inoltre un accesso umanitario immediato, sicuro e continuativo alle comunità colpite.