Un bisturi di appena un millimetro che permette di intervenire con microincisioni senza punti di sutura. Sono stati operati così oltre 1000 bambini e ragazzi in poco più di 7 anni con una tecnica mininvasiva che riduce di oltre il 60% i tempi operatori, limita l’esposizione all’anestesia, abbassa il rischio di infezioni e consente un avvio più rapido della riabilitazione. È il traguardo raggiunto dall’Unità di ortopedia e traumatologia dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù con la chirurgia percutanea fibrotomica. Sviluppata inizialmente per il trattamento della spasticità nei bambini con paralisi cerebrale infantile, oggi la tecnica viene impiegata anche in altre patologie caratterizzate da rigidità muscolare, retrazioni tendinee e limitazioni funzionali. L’esperienza maturata si inserisce nel più ampio impegno del Bambino Gesù per promuovere procedure sempre meno invasive e una gestione più efficace del dolore, in linea con il progetto “Ospedale Senza Dolore”. Questo percorso di innovazione sarà al centro anche del meeting della Rete IRCCS apparato muscoloscheletrico (Rams), in programma il 30 giugno all’Auditorium Valerio Nobili di San Paolo, dove specialisti, ricercatori e giovani professionisti si confronteranno su prevenzione, tecnologie avanzate e ortopedia pediatrica.