Torna il Premio giornalistico della Federazione nazionale della stampa italiana “Dov’è Tina Merlin oggi?”, che per questa 2ª edizione celebra il centenario dalla nascita della cronista veneta.
Il Premio, nelle parole della segretaria generale Alessandra Costante, si impone perché è il primo predisposto e organizzato direttamente dalla Fnsi, il sindacato unitario dei giornalisti, che intende così valorizzare il giornalismo d’inchiesta territoriale: quello svolto spesso lontano dalla ribalta pubblica e in condizioni di precarietà e forti pressioni.
Il 2° Premio giornalistico nazionale Fnsi “Dov’è Tina Merlin oggi?” sarà presentato mercoledì 24 giugno alle 11 nella sala Walter Tobagi della sede della Fnsi, in via delle Botteghe Oscure 54, a Roma.
Alla conferenza stampa, con la segretaria generale Costante, il collega Toni Sirena, figlio di Tina Merlin, e Adriana Lotto, presidente dell’Associazione culturale intitolata alla giornalista, che ne custodisce e tramanda l’eredità professionale e morale.
Istituito nel 2023, in concomitanza con il 60° anniversario della tragedia del Vajont, il Premio – riservato alle croniste e ai cronisti impegnati sul fronte dei diritti sociali e delle tutele del lavoro, della denuncia delle diseguaglianze e del rispetto dell’ambiente – si pone un duplice obiettivo: far diventare Tina Merlin, corrispondente de L’Unità, memoria collettiva non solo del e nel mondo giornalistico, ma anche per il Paese tutto, diffondendo e attualizzando il suo esempio; rivendicare l’informazione professionale e critica come baluardo della libertà di stampa e del diritto-dovere di cronaca, principi garantiti dalla Costituzione e pilastri della democrazia e della società civile, come non manca mai di ricordare il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Sono state 74 le candidature, tutte di grande qualità, presentate per la prima edizione del Premio, a riprova che l’iniziativa è stata apprezzata per l’impostazione data: l’intitolazione a Tina Merlin, la credibilità e affidabilità, l’intento di dare voce in particolare al giornalismo d’inchiesta territoriale che punta i riflettori anche sugli angoli più remoti delle province.
Ad aggiudicarsi la prima edizione l’inchiesta, pubblicata su IrpiMedia, di Stefania Prandi e Francesca Cicculli, con la collega danese Charlotte Aagaard e la giornalista indiana Kusum Arora, dedicata allo sfruttamento del lavoro nella raccolta dei kiwi nell’Agro Pontino.