Caldo: Coldiretti, “bene misure Cdm con mezzo milione di lavoratori impegnati nei campi per attività di raccolta”

“Con mezzo milione di lavoratori impegnati nelle campagne estive di raccolta di frutta, verdura e cereali, la possibilità dell’accesso in deroga al trattamento di cassa integrazione in caso di sospensione dell’attività per il caldo risponde alle nostre richieste per tutelare la salute degli addetti e salvaguardare al contempo le coltivazioni”. Ad affermarlo è Coldiretti in occasione dell’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del decreto Infrastrutture. La principale organizzazione agricola d’Italia e d’Europa aveva avanzato la proposta al ministro del Lavoro, Marina Elvira Calderone, che l’ha fatta propria e l’ha portata in Cdm nel comune obiettivo di tutelare gli operatori del settore dai rischi legati alle alte temperature. In concomitanza con l’entrata in vigore delle ordinanze nelle varie Regioni, Coldiretti – viene ricordato in un comunicato – aveva già diramato indicazioni alle aziende associate. Oltre che nelle città, con 15 capoluoghi oggi da bollino rosso del ministero della Salute, il caldo record si fa sentire, infatti, anche nelle campagne.
Le disposizioni – sottolinea l’associazione – vanno dal mettere a disposizione dei lavoratori adeguate scorte di acqua e aree ombreggiate per le pause, fino all’utilizzo di dispositivi di protezione individuale come cappelli, indumenti leggeri e traspiranti contro l’esposizione ai raggi solari. Particolare attenzione viene riservata all’organizzazione dei turni di lavoro, con la sospensione o la riduzione delle attività più pesanti nelle ore centrali della giornata, quando le temperature raggiungono i livelli più elevati, privilegiando invece le fasce orarie più fresche del mattino, della sera o, dove necessario, il lavoro notturno.
Per Coldiretti, “è fondamentale conciliare la tutela della salute dei lavoratori con la necessità di garantire la continuità delle produzioni agricole in una fase cruciale della stagione. Oltre a minacciare lavoratori e raccolti, il caldo record sta facendo anche salire alle stelle e i costi per le aziende, legati alla necessità di irrigare le colture, con un aggravio reso più pesante dai rincari energetici legati alla guerra in Iran”.

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