Giornata rifugiato: Shalom, “no alla remigrazione, è disumana”

Un “grido di dignità e di denuncia” si è levato da San Miniato in occasione della Giornata mondiale del rifugiato, durante l’incontro promosso dal Movimento Shalom insieme all’Ufficio Migrantes della diocesi. Al centro, le testimonianze dirette di giovani migranti, tra viaggi nel deserto e traversate in mare, segnati da violenze, debiti e rischi estremi pur di raggiungere l’Europa in cerca di protezione e futuro. Accanto ai racconti drammatici, sono emerse anche storie di integrazione riuscita: ragazzi provenienti da Gambia, Bangladesh, Ciad e Senegal che, grazie al sostegno del Movimento Shalom, hanno intrapreso percorsi di studio e lavoro, costruendo nuove opportunità di vita. Forte la denuncia rilanciata nel corso dell’incontro contro la “remigrazione”. “È disumana, è sinonimo di deportazione, è la faccia più cruda del razzismo moderno”, ha affermato don Andrea Cristiani. Da qui l’annuncio di un appello in cinque punti che sarà presentato e sottoscritto nel mese di luglio, con l’obiettivo di diventare una “Magna carta dell’accoglienza” da inviare alle autorità nazionali e internazionali. Un richiamo, sottolineano gli organizzatori, a non ridurre l’accoglienza a una questione numerica ma a riconoscerla come responsabilità umana e sociale. “Non possiamo voltarci dall’altra parte – ribadiscono –: accogliere con regole e responsabilità resta l’unica risposta al disumano che avanza”.

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