Diocesi: Trento, bilancio 2025 in attivo per 122 mila euro, 8xmille e conti delle parrocchie

Si chiude in attivo di 122.041 euro il bilancio 2025 dell’Arcidiocesi di Trento, come riportato nel Rapporto annuale “La Chiesa per il territorio”, giunto alla nona edizione e illustrato nella mattinata di oggi 20 giugno, in un incontro riservato ai membri dei Consigli per gli affari economici delle parrocchie trentine. Alla presentazione, introdotta da una riflessione biblica offerta da don Stefano Zeni, sono intervenuti l’economo diocesano Marco Merler, il vicario generale don Claudio Ferrari, il cancelliere di Curia don Alessandro Aste e l’economista Michele Andreaus, presidente del Museo Diocesano Tridentino. Oltre al bilancio dell’Arcidiocesi, il Rapporto comprende quelli di otto Enti diocesani, tra i quali Fondazione Caritas Diocesana, Seminario Maggiore Arcivescovile, Museo Diocesano Tridentino, , Vita Trentina Editrice. Tra le novità dell’edizione 2025, l’integrazione di indicatori qualitativi e quantitativi sull’attività svolta dall’Arcidiocesi e dai singoli Enti, con l’obiettivo di restituire non solo il valore economico, ma anche l’impatto sociale e pastorale delle risorse impiegate. Il risultato economico dell’Arcidiocesi deriva da ricavi pari a 11.317.263 euro, costi per 10.841.983 euro e imposte sul reddito per 353.239 euro. I ricavi complessivi crescono di 290.497 euro rispetto al 2024, pari al +2,6%, soprattutto per le entrate da attività pastorali legate alle iniziative straordinarie dell’Anno giubilare. In senso opposto ha inciso la riduzione dei ricavi finanziari, dopo il dividendo straordinario distribuito nel 2024 dalla partecipata Isa. Il totale attivo dell’Arcidiocesi al 31 dicembre 2025 ammonta a 117.184.103 euro. Le immobilizzazioni rappresentano l’82% dell’attivo, per un valore complessivo di 96.273.503 euro. Il patrimonio netto si attesta a 82.488.094 euro. Il Rapporto conferma inoltre l’attenzione alla qualità dei processi amministrativi e alla trasparenza nella gestione delle risorse, anche attraverso il riferimento alla certificazione Nummus, promossa in ambito ecclesiale per attestare la conformità della gestione finanziaria alle linee guida della Cei. Ampio spazio è dedicato alla distribuzione dei fondi dell’8xmille. Per le attività caritative sono stati erogati complessivamente 987.475,62 euro, con una quota principale di 835.000 euro destinata alla Fondazione Caritas Diocesana. Per le attività di culto e pastorale sono stati erogati 1.043.025,49 euro: la quota più rilevante, pari a 600.000 euro, riguarda gli interventi di restauro della Cattedrale di San Vigilio. Seguono contributi a diverse parrocchie per lavori di riqualificazione, restauro e messa in sicurezza di chiese, canoniche, oratori, campanili e beni mobili. La sezione “Dentro il bilancio” propone focus su alcuni ambiti concreti: la Pastorale carceraria, le Mense della Provvidenza di Trento e Rovereto, il quadro dei sacramenti e dei funerali nelle 450 parrocchie della Diocesi e due interventi di recupero architettonico e artistico ad Arco e Coredo. Il rendiconto aggregato delle parrocchie conferma il ruolo decisivo del contributo dei fedeli per il sostentamento delle attività ordinarie. Le entrate raccolte in chiesa, insieme a offerte, donazioni, legati ed eredità, rappresentano circa 6,5 milioni di euro. Nel complesso, il rendiconto evidenzia un deficit di 4,9 milioni di euro, dovuto in larga parte al peso degli ammortamenti e alle esigenze di manutenzione del patrimonio immobiliare.

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