“Cristo è la nostra Pasqua. Dimenticare la pace è dimenticare il Risorto. Tradire la pace è tradire il Risorto”. È il monito contenuto nel messaggio che l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, mons. Gian Carlo Perego, ha rivolto alla diocesi per la Pasqua. Il presule richiama le parole di Papa Paolo VI nel messaggio per la Giornata mondiale della pace del 1971, sottolineando come, “in questo tempo di paura, di violenza, di odio e di guerra”, esse aiutino a vivere la Pasqua come tempo di riconciliazione e di pace. Per l’arcivescovo, “la pace è un dono nel cammino, nella storia di ogni giorno; la pace è una verità che dobbiamo annunciare; la pace è uno stile di vita, lo stile del cristiano, che è chiamato a ‘non uccidere’”. “In Lui – prosegue mons. Perego – ritroviamo lo stile di chi vuole essere operatore di pace”, di chi riconosce l’altro come fratello, rifiuta bullismo, violenza e discriminazione, sceglie la riconciliazione, il dialogo e la mediazione per risolvere i conflitti. Per il presule, senza un profondo desiderio di pace non si può celebrare la Pasqua, perché non si riconoscono nel Crocifisso i dolori del mondo e nel sepolcro vuoto il segno che Cristo vive ed è risorto. Mons. Perego conclude con gli auguri di “Buona Pasqua” a tutti, alle famiglie, a chi soffre, a chi è umiliato, a chi è solo e a chi non ha una casa, con l’auspicio di una “Buona Pasqua di pace”.