Pasqua 2026: mons. Palmieri (Ascoli), “Dio sta dalla parte degli innocenti. Impegno ostinato per la pace”

“Il ramoscello di ulivo che portiamo nella Domenica delle Palme è un simbolo potente e controcorrente: è il segno della pace, oggi più che mai necessaria in un tempo segnato da guerre e divisioni”. Lo scrive mons. Gianpiero Palmieri, vescovo delle diocesi di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto, nel messaggio per la Pasqua. Richiamando il Vangelo secondo Matteo, il presule sottolinea come nella passione di Gesù emerga con forza la sua innocenza, riconosciuta persino da Pilato, dalla moglie e dallo stesso Giuda. “Di fronte all’innocenza di Gesù – osserva – il male sembra prevalere, ma Dio non scende dalla croce: resta lì, identificandosi con gli innocenti, i giusti, i piccoli e i poveri”. Da qui l’invito a guardare alla Risurrezione come a una speranza concreta, non astratta. “Il Signore è risorto e ci precede in Galilea, crocevia dei popoli: è lì che ci attende per vivere dalla parte della pace e delle vittime della storia”. Per mons. Palmieri, la Pasqua consegna ai credenti una responsabilità precisa: lavorare “con determinazione e ostinazione” per la pace, senza cedere alla rassegnazione. “Non è una speranza vaga – conclude – ma fondata sulla risurrezione di Gesù, che ci permette ancora oggi di costruire il suo Regno”.

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