“Non possiamo rimanere in silenzio di fronte alla sofferenza di così tante persone, vittime inermi di questi conflitti. Ciò che li ferisce, ferisce l’intera umanità. La morte e il dolore provocati da queste guerre sono uno scandalo per tutta la famiglia umana e un grido al cospetto di Dio”. Citando le parole di Leone XIV, mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, arcivescovo di Cesena-Sarsina, apre il suo messaggio di Pasqua 2026 con uno sguardo doloroso sullo scenario internazionale. Il presule ricorda “i conflitti che insanguinano vasti territori”, con un riferimento esplicito “alle devastazioni di centri abitati e alle inevitabili morti di civili in Iran e in Libano”, e denuncia che “nessuno presta orecchio e cuore al grido disperato di milioni di mamme, papà, fratelli e sorelle che piangono per la morte dei loro congiunti”. Eppure, sottolinea, “la Pasqua di Gesù ci conferma che la speranza non muore”: il grido di Gesù a Lazzaro, “vieni fuori”, è “il grido della vittoria della vita sulla morte”. Mons. Caiazzo richiama anche le parole del card. Dominique Mathieu, arcivescovo di Teheran-Ispahan, su san Francesco: “L’uomo di pace per eccellenza, la cui vita ci insegna che questa pace non è solo una promessa dell’aldilà, ma è una realtà da vivere, da donare e da ritrovare quaggiù”. Conclude con un augurio: “Ancora una volta la Pasqua di Cristo diventi occasione propizia per sentirci salvati dagli orrori da noi stessi compiuti. Questo è per noi il seme di speranza che ci fa guardare con positività al futuro”.