Settimana della Comunicazione: tre incontri a Veroli, anteprima dell’appuntamento che si terrà dal 10 al 17 maggio in tutto il territorio nazionale

(Foto Settimana Comunicazione)

La Settimana della Comunicazione ha preso il via con tre eventi previ a Veroli, in provincia di Frosinone. Sabato 18 aprile, le Paoline e i Paolini, insieme alla diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino e Anagni-Alatri, hanno promosso un laboratorio che ha coinvolto 500 bambini sul tema del messaggio di Leone XIV per la 60ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, “Custodire voci e volti umani”. Le attività, animate da don Dino Mazzoli, parroco di Castelmassimo, hanno visto anche la presenza del vescovo Santo Marcianò, che ha invitato i bambini a comunicare con parole buone per vivere relazioni sane ed essere costruttori di pace.
In serata si è svolto un incontro con i giovani della diocesi dal titolo “Testimoni credibili nel mondo della comunicazione. Per abitare il digitale con umanità”. Sono intervenuti don Giuseppe Lacerenza, sacerdote paolino e coordinatore della Settimana della Comunicazione, il sindaco di Veroli Germano Caperna e i sacerdoti don Francesco Paglia, don Dino Mazzoli e don Federico Mirabella, rispettivamente direttore e assistenti del Centro diocesano vocazioni della diocesi di Frosinone.
Le iniziative sono continuate lunedì 20 aprile con il laboratorio presso la scuola primaria “Don Andrea Coccia”, dove le Edizioni San Paolo e Paoline hanno donato alla biblioteca scolastica 120 libri per bambini e ragazzi, sostenendo il progetto di apertura della stessa alla cittadinanza.
Questi eventi rappresentano un’anteprima della Settimana della Comunicazione, promossa da Paoline e Paolini, che si terrà ufficialmente dal 10 al 17 maggio in tutto il territorio nazionale. Il Visual ufficiale – realizzato dal grafico David Fabrizi – traduce in immagine il cuore del Messaggio di Leone XIV per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali del 17 maggio. Al centro campeggia il volto di una giovane donna nell’atto di parlare. Le mani, raccolte attorno alla bocca come un megafono naturale, evocano una comunicazione che nasce dal corpo, dalla prossimità, dalla responsabilità personale. La parola è un gesto custodito, consapevole, capace di giungere lontano senza perdere la sua origine umana.
Intorno al volto compaiono icone che richiamano i linguaggi contemporanei – social, rete, dispositivi mobili – quasi a indicare l’ecosistema in cui oggi ogni voce è immersa. Il messaggio è antropologico, non solo tecnologico: al centro resta la persona, con il suo sguardo, la sua unicità, la sua capacità di relazione.
Nel suo messaggio, Leone XIV richiama con forza la necessità di non smarrire il primato dell’umano nell’epoca dell’intelligenza artificiale. Per questo “custodire” diventa il verbo decisivo. Custodire le voci significa promuovere un linguaggio non aggressivo, non superficiale, non manipolatorio. Custodire i volti significa riconoscere nell’altro non un profilo o un dato, ma una persona. Senza ascolto non c’è comunicazione, e senza comunicazione autentica non c’è relazione.
La Settimana della Comunicazione 2026 invita a riscoprire l’attitudine all’ascolto e il valore del pensiero critico.

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